Ancora un’occasione buttata al San Paolo e la Roma che si allontana: sei punti di ritardo dal secondo posto, ma per il Napoli potrebbero diventare di più se i giallorossi non perdessero a Fuorigrotta il 9 marzo e se poi battessero il Parma nel recupero di campionato.
Il Napoli di Benitez, che ha centrato l’obiettivo della qualificazione alla finale di Coppa Italia (vi era già riuscito Mazzarri due anni fa, peraltro dopo una bella e dura esperienza in Champions), non finisce mai di stupire. In negativo. Ha giocato un bel primo tempo con il Genoa mentre nella ripresa è rimasto a guardare. Forse non reggevano le gambe dopo nove partite in un mese (Rafa non aveva fatto il turnover, fuori solo Maggio per Reveillere), forse il pensiero si era già spostato all’impegno di Europa League di giovedì o forse – come ha detto Benitez e come pensiamo un po’ tutti – questa squadra deve ancora crescere, perché non è in grado di gestire l’1-0 o meglio di chiudere la sfida con un avversario che non è di straordinaria levatura.
Certo, Calaiò ha trovato il colpo della domenica, un gol bellissimo su punizione, peraltro regalata da Mertens, ma il Napoli è rimasto a lungo a guardare nella ripresa. E tardivi sono stati i cambi di Benitez, che avrebbe potuto schierare prima qualche calciatore (Insigne) per dare un po’ di vivacità alla manovra.
Il Napoli fa entusiasmare e fa arrabbiare, non riesce a trovare l’equilibrio e ad essere fino in fondo una grande squadra. La bella principessa spesso si trasforma in cenerentola.
Giovedì si torna in campo per la seconda partita di Europa League. Benitez diffida dello Swansea e fa bene. Lo 0-0 è uno scomodo risultato soprattutto per una squadra che non riesce ad essere equilibrata e continua a manifestare limiti difensivi.
Fonte:Il mattino

