Reina: “Parlerò con il Liverpool in estate. A Napoli mi trovo benissimo”

 
 
   

Reina1NAPOLI – La certezza, i dubbi e le interpretazioni, inevitabili, perché il periodo è tipico e le dichiarazioni pure, e si prestano a ogni tipo di considerazione. Parole, insomma. E quindi scenari, situazioni e una storia che sembra(va) già scritta, e pure chissà. Niente è scontato. Ma pure nessuna illusione. E allora il soggetto, innanzitutto. Per capirci: Pepe Reina, la sintesi di un nome che all’anagrafe è ben più lungo, come i tempi, forse, di un rapporto che è ancora tutto da definire.

Reina e il Napoli l’opportunità di mercato che l’estate scorsa s’è rivelata un affarone. Prestito secco dal Liverpool, ingaggio pagato a metà, Benitez soddisfatto ed ecco il portiere Champions per sostituire De Sanctis e contemporaneamente far crescere Rafael. L’operazione perfetta, insomma. Reina il colpo. A scadenza, però. E già a giugno prossimo. La formula fu praticamente obbligata. Nella forma e nella sostanza. Solo così sarebbe arrivato. Tornerà a Liverpool. Deve tornare. Per contratto. Poi si vedrà. Qualche indizio c’è. Barcellona è la destinazione chiacchierata da diverse stagioni. Sussurri, indiscrezioni, mezze verità, e perciò, in fondo, tutto vero ma pure falso.

Possibilità, percentuali, retroscena. Il Napoli valuta. Reina è fortissimo. Rafel pure però, in prospettiva. E a gennaio è stato preso anche Andujar dal Catania. Porte girevoli, quindi. Ovunque. Perché ognuno ha le sue strategie. Il Napoli vigila, il Barcellona si muove, a Liverpool sembra invece si sia già chiusa l’era, e aspettano soltanto offerte. Quelle che dalla Spagna un po’ hanno già fatto, e un po’, per adesso, annunciano i giornali. Fotoni e dichiarazioni praticamente ogni giorno. Le ultime su Marca. L’apertura della pagina è l’essenza dell’incertezza: «Tratterò il mio futuro a giugno col Liverpool». Parole virgolettate, giuste e contrattualmente corrette di Pepe Reina. Il resto è galanteria, sincerità e professionalità. «Sto benissimo a Napoli, è una società importante. La città è bellissima e stiamo facendo un gran lavoro. Speriamo di vincere qualcosa. Il nostro obiettivo è battere la Roma e arrivare in finale di Coppa Italia. Il risultato dell’andata (3-2) ci mette in condizione di provarci. Speriamo, giochiamo in casa e il San Paolo può aiutarci. Al futuro non penso. Però ripeto, a Napoli sto davvero bene».

Reina blocca ogni voce. Mani grandi per parare la curiosità. Quella che (tecnica allora) c’era anche al suo arrivo. Si diceva: “«E’ bravo certo, però…». E invece pagelle da top. Quasi sempre. Esperienza, talento e personalità il suo curriculum, eppure Reina ha fatto di più. S’è preso Napoli, il Napoli e un po’ anche lo spogliatoio. Diventandone un leader. Reina un numero 1 tout court. Da applausi. Da citare. «E’ stato fin qui tra i migliori portieri del campionato, siamo stati bravi a convincerlo e portarlo al Napoli. Lui ci sta dando tanto». Benitez gli ha dedicato due righe del suo editoriale sull’inglese Indipendent. La stima è riconosciuta. E ricambiata. Anni di vittorie al Liverpool, ora di nuovo insieme a Napoli. Per quattro mesi almeno. Quelli che restano da giocare. Poi i dubbi, appunto. E quel contratto che è una minaccia: il prestito secco non dà opzioni. La valutazione è quindi ampia e soprattutto strategica. Età, prospettive di crescita, progetto e capitali già investiti. La carta d’identità un indizio. Forse. Trentadue anni ad agosto Reina, otto in meno Rafael: l’erede designato. Uno o l’altro, insomma. Così sarà. Con Andujar alle spalle. La scelta da fare è tecnica e aziendale. Decideranno società e Benitez. Lui, per ora, fa il vago. Così è, così deve essere.«Vedremo più in là, parlerò col Liverpool questa estate». Reina resta il numero 1 anche dei dubbi: rimane o va via? Intanto è sotto la porta…

Fonte: Corriere dello Sport

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