L’edizione odierna del quotidiano La Repubblica, apre la pagina sportiva con un articolo dedicato alle decisioni arbitrali che hanno caratterizzato gli ottavi di finale di Coppa Italia.
Cos’altro bisogna inventarsi, perché le grandi arrivino in fondo alla Coppa Italia senza patire il minimo disturbo? Già entrano in scena solo dagli ottavi di finale, giocandosi la qualificazione in una partita secca, naturalmente in casa loro, hai visto mai che la situazione possa sfuggire di mano. E per scongiurare eventuali colpe dei più derelitti, c’è come il sospetto che un fortissimo gradimento del palazzo possa condizionare, se non proprio orientare, pure gli arbitraggi. Discorso, questo, sempre antipaticissimo, però è stata una settimana troppo piena di indizi per non pensar male. Il rigore concesso alla Roma? Inventato. Quello dato alla Fiorentina? Inesistente. L’espulsione del sampdoriano Krsticic contro l’Inter? Esagerata. E al Napoli? Due rigori su Zapata, che per abbatterlo ci vuole un camion. Nel dubbio si sbaglia quasi sempre dalla parte del più forte, è una regola antica come il calcio, ma in questa Coppa Italia sembra una legge biblica scolpita nella pietra, senza deroghe. Solo la Juve, tra le grandi, non ha avuto bisogno di aiutini o aiutoni, travolgendo il povero Verona

