Repubblica analizza i messaggi inviati da De Laurentiis a Sarri nell’intervista rilasciata ieri dal patron alla Radio Ufficiale. Ecco quanto riportato dall’edizione on-line del quotidiano
“Ma la lontananza può lo stesso fare danni. Volando a Istanbul, infatti, De Laurentiis avrebbe avuto la possibilità di parlare da vicino con Sarri, invece che alla radio. Nella sostanza, invece, il discorso presidenziale contiene qualche condivisibile “invito” alla riflessione. Su Gabbiadini, per esempio. «Non bisogna crocifiggerlo: se fossi io l’allenatore, e non lo sono, insisterei su di lui. Magari mettendolo a suo agio con un modulo diverso». Il 4-3-3, perso per infortunio Milik («Spero che torni a metà di gennaio»), è diventato in effetti un abito troppo osé, per il Napoli: che non dispone di nemmeno un attaccante di ruolo e continua a mandarne in campo tre. «Ci sarebbe il 4-3-1-2, col fantasista che tanto piaceva al nostro tecnico. Può farlo Hamsik, come ai tempi di Benitez: quando abbiamo vinto tanto. A centrocampo siamo super e ne dobbiamo approfittare: con Zielinski, Diawara e presto spero pure Rog, di cui abbiamo valutato bene le qualità, prima di acquistarlo…».
Dietro l’angolo, dopo l’anticipo di dopodomani al San Paolo contro la Lazio, c’è la sospirata sosta di campionato: perfetta per inventarsi qualcosa. Per questo De Laurentiis spinge. «L’esperto è Sarri, ma senza Milik ci dobbiamo preoccupare degli equilibri della squadra: potremmo servire a Gabbiadini il piatto in un altro modo». Inutile piangere sull’Aubameyang versato, insomma. Prima della riapertura del mercato, a gennaio, il Napoli dovrà giocare altre 9 partite. Rog scalpita. «Mi sento pronto, il tecnico mi ha detto che presto avrò una chance»”.

