L’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, svela un retroscena del dopo gara Atalanta-Napoli, tra Gonzalo Higuain ed il portiere dell’Atalanta Marco Sportiello.
SCAMBIO DI CORTESIE – «Me la dai la maglietta?». Il sì è meccanico, naturale, ma l’interlocutore resta anonimo, perché Higuain non c’è, non alza la faccia dal nulla nel quale scopre d’essere e s’accorge soltanto dopo, nello stanzone, che quel ragazzo è il «nemico carissimo» della porta accanto, di fronte. Gliela darà la maglia, e gliel’ha già data, affinché Marco Sportiello la tenga dove voglia, nella stanza d’un giovane di talento di ventidue anni o alle pareti della memoria, dovendo pur un giorno raccontarla a qualcuno, figli e nipotini compresi.
SERATA DA PROTAGONISTA – Minuto novantatré, la chiave d’una nottata, il poster (per ora) d’una carriera che gli sorride, perché le qualità ci sono ed anche l’umiltà ed anche la serenità di andare a sfidare el Pipita, mica il signor nessuno, e di volare nell’angolo per afferrarne la randellata.«Magari non ha calciato proprio benissimo, come sa fare lui: se avesse ripetuto il suo ultimo rigore, avrei potuto fare ben poco. In questi casi, comunque, è puro istinto. E nel salvataggio sulla linea, su Mertens, c’è voluta invece un po’ di fortuna». Ma mentre ormai è notte e si può tranquillamente sognare, si può anche andare a nanna a ripensarci su con la maglia che el pipita gli ha promesso.

