Sarri è intervenuto a Sky Sport durante il post-partita di Napoli-Chievo, ha rilasciando alcune dichiarazioni:
“Ci fa piacere aver dato un risultato logico, abbiamo dominato dall’inizio alla fine. Abbiamo colpito i soliti due pali, per fortuna nel finale è arrivato il risultato. Il gol di Milik è bello per lui e per noi, quando è in salute e gioca dimostra quando sia stata devastante la doppia assenza per il ko. Diawara si è imposto, al secondo anno è più difficile ma negli ultimi tempi si vedeva che stava tornando ai suoi livelli.
Squadra scarica mentalmente? Non condivido, in una giornata calda e faticosa come quella di oggi non arriva a vincere all’ultimo minuto senza mai mollare: negli ultimi venti metri sbagliamo troppo, credo sia la normalità in dieci mesi che possa capitare un momento così. E’ importante continuare a creare, magari tra due domeniche con quattro occasioni facciamo quattro gol.
I giocatori giocano troppo? In altre competizioni abbiamo ruotato di più, non credo che una partita di Champions o di Europa League non sia stancante. Il dato non ha nessun tipo di significato, l’anno scorso i miei avevano giocato di più e finirono il campionato in maniera straordinaria.
Milik titolare in un 4-3-3? Arek può giocare anche col 4-2-3-1, l’unico problema con lui in questo momento è che s’è infortunato sempre a settembre: ha perso tanti mesi d’allenamento, l’unico problema è di minutaggio. Spezzoni di partita li sta reggendo alla grande, ci rimane qualche dubbio sui novanta minuti. Se ci togliamo il dubbio, può giocare sia col 4-3-3 che col 4-2-3-1.
Se lasciassi i dati sarei un tifoso, non più un allenatore. Bisogna essere lucidi ed analizzare la partita in modo normale: è ovvio che però i quattro minuti finali sono la spiegazione per cui vale la pena fare questo lavoro.
Cosa mi resta di oggi? La squadra ha avuto una grande risposta al primo caldo stagionale, è una cartina tornasole per capire le condizioni in cui arriviamo a fine stagione. Ed il pubblico stupendo, ci ha aiutato a vincere: dopo il pari era una bolgia, si annusava nell’aria che l’avremmo vinta. Il pubblico del San Paolo mi dà un affetto difficilmente riscontrabile da altre parti, dal punto di vista emotivo non lo lascerò mai.
Settimana decisiva per il rinnovo? Vediamo, sinceramente in questo momento non mi interessa. Sono valutazioni da fare con calma, che voglio fare globalmente con il presidente: magari è lui che non mi vuole più tenere (ride, ndr)”

