Non un coro contro, nessuna contestazione. La città del tricolore viene invasa dalle truppe di tifosi napoletani che vivono lungo la via Emilia senza che ci sia neppure un attimo di tensione. Il San Paolo è lontano anni luce e per il Napoli c’è spazio solo per applausi e tifo. E’ un trionfo d’azzurro, nello stadio che una volta si chiamava«Giglio» (ma nessun riferimento al fiore, era la marca del burro)e che oggi invece è il Mapei Stadium.
Napoletani ovunque, in ogni settore, non solo nella curva destinata agli ospiti. Sono napoletani -di origine – persino i tre bimbi che hanno il compito di prendere permano i capitani delle due squadre e l’arbitro durante l’ingresso in campo. In questo luogo storico del Risorgimento, perché fu qui che la bandiera tricolore sventolò per la prima volta, portata dall’armata napoleonica che aveva fondato la Repubblica Cisalpina, c’è un’isola felice del tifo.
Nella curva del Sassuolo compare persino uno striscione che sa di gemellaggio e che spegne, nel caso qualcuno ne avesse voglia, il sacro fuoco dell’insulto.«Ciro vive». Dalla parte opposta c’è un’altra dedica per lo sventurato tifoso di Scampia ucciso a Tor di Quinto poche ore prima la finale di Coppa Italia: «Ciro per sempre».In effetti, difficile che venga voglia in un impianto del genere di insultare i tifosi avversari.
Giorgio Squinzi, il patron del Sassuolo e della Mapei dopo aver acquistato lo stadio di Reggio Emilia -che impropriamente viene considerato di proprietà del Sassuolo mentre appartiene al gruppo industriale del presidente di Confindustria -ha rilanciato il centro commerciale che sorge al di sotto dello stadio. E così i napoletani, sotto il braccio con migliaia di tifosi di casa in tenuta nero verde, si sono naturalmente incrociati facendo shopping o seduti al tavolo di uno dei tanti ristoranti della struttura (c’è persino la pizza di una delle più note catene napoletane).
Un centro commerciale che ha, per intenderci, anche piscina, palestra e persino una multisala per il cinema. Insomma,in un clima del genere, difficile pure che ti venga voglia di attaccare briga. E infatti qui vengono famiglie intere allo stadio e non è detto che tutti siano realmente diretti sugli spalti a vedere la partita di calcio.Un esempio. Per tutti. E Sassuolo-Napoli diventa così null’altro che una bella festa.
Fonte: Il Mattino

