“Marotta è fuori tempo e vorrei dirgli che non c’è stata nessuna esultanza particolare da parte della squadra. Il club partenopeo, dopo la vittoria, è sceso negli spogliatoi passando necessariamente sotto la curva B e prendendo l’applauso dello stadio ma non hanno sicuramente festeggiato lo scudetto. I tifosi ovviamente hanno gioito per la vittoria perché la Juve rappresenta tutto ciò che non piace ai napoletani. Si è trattato solamente di una tradizionale vittoria sui bianconeri. Il tifoso partenopeo, anche se avesse avuto 30 punti di distanza dal club di Agnelli, avrebbe esultato allo stesso modo. L’uscita di Marotta è come se stesse ad indicare ai napoletani come e quando e perché esultare. Nessuno ha mai detto che non ci sono i 17 punti di distanza dalla Juve, proprio per questo il Napoli, da squadra che sta vivendo un progetto nuovo con un nuovo allenatore, ha giocato la partita con ardore, l’ha vinta e ha esultato come è giusto che fosse, battendo la prima della classe, cioè una squadra che è giustamente prima in classifica con tanti punti rispetto al club di Benitez.”
Come valuti l’accostamento di Hamsik alla Juve?
“Io non ci credo. Il giocatore a differenza di altri campioni, come Cavani o Lavezzi, ha sposato la “napoletanità”. Non ha acquistato casa nei quartieri più in di Napoli ma vive a Castel Volturno in una villetta a pochi passi dal centro tecnico e vive bene nella città partenopea.”
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