“No, nelle partite ci sono momenti in cui le palpitazioni sono alte, attimi in cui tutto quello che hai preparato dal punto di vista tattico non conta più. L’emozione prevale su tutto”.
“Certo, perché le notti che si vivono sono speciali. Per esempio raccontare le grandi rimonte e non emozionarsi è davvero difficile. C’è una fase in cui si cerca di spiegare come gli allenatori preparano le partite e io è come se stessi su due panchine. E poi c’è la partita e quello che succede ti coinvolge. Anche perché cerco di mettermi anche dalla parte di chi sta sul divano. E mi immagino che la gente a casa di fronte a certe situazioni si scateni”.
“Certo perché c’è l’essenza del calcio. A Mosca quando è entrato Douglas Costa ho detto che partendo dalla fascia poteva andare in porta. Ed è successo esattamente questo. Come fai a non emozionarti? Io non ci riesco”.

