In merito alla squalifica di due turni ricevuta dalla curva nord nerazzura, il neo presidente dell’Inter Erick Thohir ha rilasciato delle dichiarazioni a dir poco sconcertanti: “i cori contro i napoletani non sono cori razzisti, si tratta di diversità di culture tra città”. In barba ad un sistema che sta cercando di sopprimere questo spiacevole fenomeno tutto italiano, l’indonesiano anziché prendere una posizione e assumere le distanze con la propria società da certi atteggiamenti legati il più delle volte alle frange estreme della tifoseria, etichetta il tutto con la “diversità di culture tra città”. Lo stesso giorno delle sue dichiarazioni, il suo collega presidente dei L.A. clippers (Thohir possiede i Philadelphia 76ers squadra militante nell’ NBA) Donald Sterling, in America, veniva radiato dall’NBA e multato di 2 milioni di dollari per dichiarazioni razziste. Ma siamo in Italia, il paese dove la domenica inveiamo contro i napoletani ed il lunedì mangiamo la banana simbolo antirazzista della giornata e tutto questo il “jackartiano” l’avrà già capito. A Thohir però possiamo spiegare la storia italiana, in modo che si renda conto da solo che, se si parla di cultura, Milano in nessun mondo potrà mai essere paragonata a Napoli.
Carmine Gallucci

