Ultras contro ADL – Quindici anni di contestazione

Il Roma ripercorre la tappe del rapporto non rapporto tra il presidente De Laurentiis ed il tifo organizzato.

Ultras contro ADL – Il quotidiano riconduce all’ultimo episodio che segna l’ennesimo strappo tra le parti: i prezzi per nulla popolari per la sfida casalinga contro il Cagliari.

Un amore mai nato

Una contestazione infinita, che esiste praticamente da sempre. Tra il presidente del Napoli De Laurentiis e parte della tifoseria organizzata non c’è mai stato feeling. Contestazioni e striscioni da parte dei tifosi, parole appuntite e frecciate del patron verso quella parte di supporters che da sempre lo osteggia, ma non solo: anche il costo dei biglietti per certe partite, che sembrano una risposta agli attacchi dei tifosi. È già successo ed è accaduto di nuovo in questi giorni. Gli striscioni di contestazione apparsi sabato notte in città, fino alla protesta allo stadio di Frosinone, con il “rigetto” della maglia di Callejon, che ha destato molto scalpore.

Ieri la messa in vendita dei biglietti per la sfida col Cagliari al San Paolo di domenica sera. Curve a 30 euro, Distinti a 40. Nessuno può dimostrare che questa scelta sia una sorta di “risposta”, si tratta di illazioni: ma è evidente che questi prezzi per una partita contro una squadra di bassa classifica sono sorprendenti, ancor più che la gara non ha tutto questo mordente. In ogni caso la sfida va avanti, ma è così da sempre: De Laurentiis è sempre stato inviso a una parte della tifoseria organizzata.

Contestazione standing

La contestazione nei suoi confronti è in pianta stabile, e non si sa bene neanche quando sia cominciata. Sicuramente sin dai primi anni del patron a Napoli. De Laurentiis ha sempre preso le distanze dal mondo Ultras. Non una scelta polemica, ma un modo di fare del presidente, che si è tenuto equidistante dalle realtà dei tifo, a tutti i livelli. Un po’ come il suo collega Lotito, col coraggio che pochi presidenti hanno. Da sempre, quindi, il rapporto non è mai stato sereno, anche se non si registrano particolari episodi. L’unico significativo avvenne nel 2007, quando cinque capi tifosi della Curva B furono arrestati con l’accusa di estorsione (si parlava di biglietti per lo stadio) nei confronti della società. Ma dopo una condanna in primo grado sono stati tutti assolti perché il fatto non sussisteva. Quindi la “guerra” tra parte della tifoseria e De Laurentiis si è sempre combattuta in modo legittimo. Ciò che è certo è che le contestazioni nei confronti del presidente De Laurentiis, anche se a fasi alterne, non sono mai mancate. Cori allo stadio, striscioni all’interno del San Paolo e spesso anche in città, volantini.

Nessun episodio di violenza

Non si sono mai registrati episodi di intimidazione o violenza: la contestazione è sempre stata civile. Nel mirino la politica societaria del club azzurro, la mancanza di quel “salto di qualità”, anche quando la squadra sembrava pronta a vincere finalmente lo scudetto.  Dall’altro lato l’atteggiamento del presidente, che pur in modo legittimo ha sempre voluto rispondere agli attacchi, senza far mancare qualcuna delle sue solite provocazioni. Ma anche da questo punto di vista si tratta di uno scontro dialettico. Qualche strisicione dai toni più duri è finito al vaglio degli inquirenti, ma solo a scopo preventivo. Qualche battuta del presidente è stata stigmatizzata, ma nulla che sia andato oltre un confronto civile.

Quel “vogliamo vincere” che è diventato quasi un’ossessione. Ma tutto sommato nulla di nuovo sotto al sole: storicamente e a tutti i livelli, i tifosi organizzati contestano quasi sempre la società. Il “Meritiamo di più” è uno slogan onnipresente, anche nelle categorie minori. De Laurentiis spesso e volentieri ha risposto, ma le frecciate e gli attacchi a quel mondo che lo osteggia non sono mai mancati. Spesso i prezzi inaspettatamente alti sono sembrati una risposta qualche episodio. Sembra così anche adesso, con le curve a 30 euro per il Cagliari.

Il clima in città

L’altra parte della tifoseria azzurra ha esultato, ma questa decisione non avrà alcun effetto, visto che i prezzi da “Champions” non terranno fuori gli ultras contro ADL, ma di certo continueranno ad alimentare questa sfida infinita, che divide il resto della tifoseria, fa discutere e che di certo non aiuta a rasserenare il clima attorno alla squadra, che tra alti e bassi cerca di onorare sempre la famosa “maglia”. Quella che qualcuno ha tirato indietro a Callejon a dimostrazione di coerenza anche nel momento della contestazione. Una mentalità che seppur legittima, spesso viene fraintesa e crea inutili polemiche.

L’altra parte della tifoseria

Non va trascurato che gli ultras spesso sono sfruttati come cassa di risonanza, sia nel bene che nel male. Evidenziati come il bello della tifoseria quando inscenano emozionanti coreogfrafie, additati a disturbatori ed elementi di discordia quando contestano.Eppure una gran parte della tifoseria “borghese” ha fatto dello sfogo da tastiera e il disfattismo alternato a esaltazione un marchio di fabbrica.

E adesso?

Come uscirne? Ognuno proseguirà per la sua strada. Gli ultras hanno diritto a contestare, seppur in modi consoni come hanno comunque sempre fatto, ma evitando autogol come il gesto contro Callejon e qualche parola troppo dura. E De Laurentiis dovrà proseguire sulla sua politica societaria, i cui risultati dimostrano di essere quella giusta. Magari qualche provocazione in meno, un linguaggio più sereno e diretto per spiegare cosa può e cosa non può fare il Napoli: può essere una possibile soluzione per stemperare gli animi.

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Mario Scala

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