Silvio Berlusconi vuole rivedere Fernando Torres titolare in questo Milan. Da subito, da domenica sera quando i rossoneri affronteranno il Napoli con un unico, inderogabile scopo: vincere per rimettersi in carreggiata verso il terzo posto, battendo la diretta rivale più accreditata per ottenere questo traguardo. Il presidente rossonero ne parlerà domani a Milanello direttamente con Flippo Inzaghi in occasione della quindicesima visita stagionale nel quartier generale del Diavolo. Fra l’altro il presidente farà gli onori di casa, insieme ai due ad Barbara e Adriano Galliani, a un’altra delegazione di sponsor del Milan così come è successo una settimana fa sempre a Milanello.
ASTINENZA. Quella da gol dell’Ispanico è davvero terribile, senza precedenti. Nelle ultime 10 stagioni l’ex-Chelsea non era mai partito così male: 1 gol in 10 partite disputate, per un totale di 611 minuti giocati. Silvio Berlusconi pretende, da sempre, che il suo Milan aggredisca l’avversario, mantenendo più a lungo possibile il possesso del pallone ma, soprattutto, pretende che il centravanti di ruolo stazioni più a lungo possibile nell’area di rigore avversaria. Il parere del numero 1 di Casa Milan è chiaro, molto nitido e altrettanto concreto. Menez non interpretra al meglio questo ruolo perché spesso e volentieri torna sui suoi passi, portandosi addirittura nella sua metà campo per recuperare il pallone. Lo stesso El Shaarawy si muove e agisce sempre molto largo, sulla fascia sinistra. Lo stesso discorso vale per Honda decentrato sulla destra. E poi il giapponese viene considerato più come un trequartista, un numero 10.
SI RICAMBIA. Per questo motivo quasi certamente domenica contro il Napoli il Milan si presenterà con un atteggiamento tattico speculare all’avversario. Quindi Inzaghi dovrebbe adottare il 4-2-3-1 tanto caro a Benitez presentando due mediani da scegliere fra Montolivo, De Jong, Muntari ed Essien a presidio della difesa mentre a sostegno del rivitalizzato e, si spera, rivalutato Torres dovrebbe esserci il tridente composto da Honda-Menez-El Shaarawy anche se il giapponese rischia di lasciare il suo posto a Bonaventura. Il gioco d’attacco, di conseguenza, sarà orientato a servire e privilegiare Torres con le modalità e i criteri a lui più congeniali. Sembra questo l’unico modo per rilanciare, in maniera definitiva, un bomber che ha perso la via del gol, la sua identità, addirittura una buona porzione di auto-stima. A maggior ragione da domenica scorsa quando, nel finale di partita contro il Genoa, si è visto superare (33’st) anche da Niang, dopo Pazzini, nella lista di gradimento di Pippo Inzaghi.
DESTINO. Del resto quello di Torres appare chiaro e scontato, almeno fino al 30 giugno 2015. Il Milan l’ha ingaggiato dal Chelsea con la formula del prestito (biennale) e, comunque, qualsiasi riflessione ed eventuale ripensamento o pentimento nel mercato di gennaio non sarebbe attuabile, non potrebbe essere concretizzato per una lunga e complicata serie di motivi, non solo di carattere economico. Ma il presidente Berlusconi questa volta sembra intenzionato a riaffermare una sua antica convinzione che ha subito palesato, nell’intimità di alcuni scambi di opinioni nel post-partita di Marassi, per riaffermare la necessità di adottare uno schema di gioco più offensivo. Dove è e deve essere il fulcro di tutto, il terminale sempre servito e riverito. La fiducia in Superpippo c’è sempre, è costante e sincera. Ma contro il Napoli probabilmente bisognerà cambiare un po’ tutto. Anche il destino di Torres nel Milan…”
Fonte: Il Corriere dello Sport

