La maledetta serata di Roma, che ha preceduto la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, porta ancora nuove conseguenze. Infatti ieri, anche in modo inaspettato, è scattato l’arreso per Gennaro De Tommaso, noto con il soprannome di “Genny a’ Carogna“, e di altri quattro ultrà azzurri. Provvedimento disposto dal GIP di Roma, che ha accusato i supporters napoletani di essersi “resi responsabili di diversi episodi di resistenza nei confronti della Forza Pubblica, anche attraverso il lancio verso gli operatori di artifizi esplosivi e fumogeni”. Come specificato dalla Questura di Roma, il gruppo organizzato dei tifosi azzurri era “capeggiato dal De Tommaso che ha di fatto coordinato ogni iniziativa, evidenziando la sua indiscussa leadership e, quindi, un’altrettanto evidente responsabilità negli episodi illeciti che si sono concretizzati in quella circostanza”.
Non solo questi i capi d’accusa contro Genny e gli altri quattro ultrà, infatti il GIP si sofferma poi sui fatti accaduti all’interno dello stadio Olimpico di Roma, disponendo che: «I reati contestati ai destinatari dei provvedimenti del Gip sono per tutti e 5 il lancio di materiale pericoloso ed invasione di campo, per i primi quattro anche la resistenza a pubblico ufficiale, mentre al solo De Tommaso viene contestato anche l’aver violato il “divieto di striscioni e cartelli incitanti alla violenza o recanti ingiurie o minacce (per la ormai nota maglietta con scritto “Speziale libero”) ».
In giornata la Questura di Roma ha reso noto un video, pubblicato poi sulle pagine Twitter e Facebook, che incastra Genny De Tommaso. Dalle immagini, così come sottolinea la Questura, è risultato chiaro il ruolo di leader di “Genny la carogna”, negli episodi di resistenza alla Forza Pubblica.
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Fonte: raffaeleauriemma.com

