Aurelio De Laurenttis al convegno BCC
Aurelio De Laurentiis è intervenuto al convegno dal titolo “La Banca di comunità: la BCC Roma al servizio delle famiglie e delle piccole imprese” che si è tenuto all’interno del palazzetto dello sport di Castel di Sangro:
“In questo momento, secondo me, siamo tutti in una grande pausa di riflessione. Tuttavia, le pause non vengono mai per nuocere. Purtroppo siamo stati abituati a correre troppo velocemente, dimenticando le cose più importanti. Come ad esempio saper amministrare le res pubblica, che essendo pubblica ci appartiene. Se voi riflettete un attimo, ogni anno si parlava della manovrina finanziaria da 30 milioni. Tra destra e sinistra ci si dava il cambio come se fosse un sotto accordo predeterminato e noi poveri fessi, elettori, ne pagavamo il gioco consapevolmente e inconsapevolmente. L’italiano è pigro, è abituato ad avere i soldi sotto al materasso e forse a sfuggire alle imposte attraverso il lavoro nero.
Ha sempre cercato di sopravvivere. Poi arriva la pandemia e ti presenta il conto che purtroppo per molti è stato senza ritorno. Poi si capisce che forse non si è lavorato come si doveva lavorare. Questa manovrina finanziaria, in fondo, con il Recovery Found, è diventata otto volte più grande e possiamo ripartire con 250 miliardi a disposizione che se fossero ben attribuiti, potrebbero rilanciare il paese. Bisognerebbe fare uno sforzo per andare a raggiungere una cifra dieci volte più grande. Quando nacque la televisione, c’era una trasmissione dal titolo “Campanile sera”. Non deve esserci divisione tra Nord e Sud, serve unirli per unificare il paese. Il Covid deve essere un segnale di ripartenza, compatti e uniti per raggiungere la maturazione e l’unione. Abbiamo avuto una classe di insegnati di bassissimo livello. Ripartiamo dalla lezione del Covid. Siamo un grande paese, dalle enormi e sconosciute possibilità. Serve mettere a sistema le cose e le nostre capacità, senza farci la lotta tra di noi”.
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