In esclusiva per Europacalcio è intervenuto l’ex Campione del Mondo con la Nazionale Italiana di calcio nel 1982 “Ciccio” Graziani.
Salve Graziani, soffermiamo un pò la nostra attenzione su Hamsik. Secondo lei come si possono spiegare queste lunghe pause del calciatore azzurro. Domenica autore di un’ottima prestazione, ora ci si aspetta anche una certa continuità. Qual è il suo parere in merito?
“Io ho sempre detto che lui con Mazzarri si sentiva parte di un progetto, aveva la garanzia di un posto da titolare e non si sentiva mai in discussione. Adesso con Benitez è il contrario, se ci fate caso ogni volta che nella ripresa si scalda qualcuno, Hamsik si guarda attorno come per dire adesso esco io. Non si sente più un leader, un intoccabile e questo a livello psicologico influisce molto sul giocatore. C’è da dire che i grandi calciatori dovrebbero saper sopperire a queste problematiche, ho l’impressione che a Marek si debba dire tu giochi, anche con la febbre a 38. Se poi avete visto nelle sostituzioni , Hamsik quanta insofferenza mostri, questo spiega torno a ripetere, come a livello psicologico il giocatore non si senta tranquillo.”
C’è un malcontento diffuso per una campagna acquisti che i tifosi si aspettavano, onestamente migliore. Qual è il suo giudizio?
“ Certamente se l’aspettavano a Napoli ma non solo, sono arrivati giocatori nuovi come De Guzman a centrocampo, che non danno quel valore aggiunto e non fanno fare quel salto di qualità che ci si attendeva. Non riesco francamente a spiegarmi come si possa tener in panchina un giocatore come Mertens, solo Benitez riesce ad avere questa capacità.”
In molti sostengono che anche il modulo tattico del 4-2-3-1 non sia praticabile per le caratteristiche degli uomini a disposizione, considerato un modulo tra l’altro praticato solo dal Chelsea in Europa, ma con giocatori molto differenti. Ci dia una chiave di lettura.
“ Vero, ma vedi in attacco Benitez ha la fortuna di poter giocare con Mertens e Callejon che svolgono un lavoro di copertura importantissimo. Questa fase difensiva invece non può farla Insigne, perché non ha le caratteristiche fisiche per poter sostenere questo enorme dispendio d’energie. Probabilmente il tecnico azzurro la pensa diversamente, il Napoli è una formazione che può vincere e perdere con chiunque e questo non è sinonimo di grande squadra.”
L’unico acquisto indovinato forse è quello di Koulibaly, per il quale si prevede un bel futuro. E’ d’accordo?
“E’ stato discusso qualche volta anche lui, ma ha ampi margini di miglioramento, bisogna lavorare molto sul reparto difensivo e questo lo dovrebbe fare l’allenatore, perché questa squadra ha delle amnesie difensive non da ridere.”
Non si spiega nemmeno l’involuzione di Albiol, che sembra un altro giocatore rispetto a quello dello scorso anno. Questo sta influendo anche e non poco.
“Sicuramente anche questo, si potrebbe giocare allora con una difesa a tre come faceva Mazzarri, con due esterni che ti danno una mano in fase difensiva, potrebbe essere un’alternativa per prendere meno gol. Di certo questa discontinuità è un problema che l’allenatore deve analizzare.”
A volte sembra ci sia anche una mancanza di personalità, c’è bisogno di uno capace di prendere in mano la squadra.
“ Succede anche questo a volte, si è vero. Il problema principale comunque è che si è partiti dicendo che si sarebbe lottato per lo scudetto e dopo queste partite, avere un distacco cosi forte dalle prime significa che qualcosa non sta funzionando. Se bisogna lottare per il terzo posto allora siamo in linea con i programmi.”
C’è una mancanza di chiarezza, considerando questi silenzi di De Laurentiis. Si parla di nuovi ingressi in società, lei che idea si è fatto da fuori?
“Sai quando si scrive qualcosa o si da una notizia, credo che si debba avere tra le mani qualche diciamo soffiata o “spiffero”. Non credo che uno si alzi la mattina e cominci a scrivere cosi tanto per farlo, nel tempo si capirà meglio la verità. A Napoli può succedere di tutto: che De Laurentiis possa accettare nuovi soci o vendere la società.”
Capitolo scudetto la Juventus con Allegri rispetto a Conte sembra aver perso qualcosa. La Roma potrebbe approfittarne?
“Sono due allenatori completamente differenti, il cammino di Allegri a livello di risultati è migliore, può non dire nulla è vero, ma i numeri parlano per lui. A livello di gioco qualcosa di diverso c’è, ho l’impressione che la Roma si sia avvicinata molto, per il fatto che ha una rosa molto più forte di quella dell’anno scorso. Alla fine saranno queste due che si giocheranno la vittoria finale. La Roma ha una doppia squadra, ad esempio se togli i tre in attacco, in panchina ne ha altri pronti per sostituirli. Non dimentichiamo lo stesso Borriello, anche se è fuori, hanno ben sette attaccanti.”
fonte:europacalcio

