L’ex arbitro, Antonio Iannone, ribatte in merito alle contestazioni e ai dubbi dei tifosi del Napoli: “Sulla valutazione di Pezzutto il protocollo non può intervenire”.
La risposta di Antonio Iannone a ‘Club Napoli Night’, in onda su Teleclub Italia: “Sulla punizione che ha portato al 2-2 del Sassuolo è stata una valutazione dell’arbitro Pezzuto che rileva il fallo di Rrahmani e il protocollo non ha margini per intervenire. Dopo la battuta della punizione, invece, Var può intervenire perché c’è una situazione ex novo. Il problema principale è la mancanza di esperienza di questi giovani arbitri – ha sottolineato l’ex fischietto – che pagano la divisione tra Can A e B, la quale ha rallentato il processo di crescita che potevano fare con i big, soprattutto quando nei raduni in cui si condivide il materiale didattico e si vivisezionano gli episodi.
Il designatore Rocchi – ha puntualizzato Iannone – è stato portato a fare una scelta di questo tipo come in Sassuolo – Napoli con un elevato coefficiente di difficoltà con gli azzurri primi in classifica e i neroverdi reduci dal successo in casa del Milan aspettandosi conferme da quanto gli era stato riferito in precedenza su questo arbitro. Ma la differenza la fa la valutazione degli episodi. Bene la Var sull’annullamento del 3-2 anche se nel primo tempo la partita è stata governata in modo naturale, mentre negli ultimi 15-20 in cui sale l’intensità agonistica, l’arbitro esperto si fa sentire dai giocatori. Si avvertire, ma non subire – ha evidenziato l’ex arbitro – prevenendo le tensioni che si stanno generando. Nei minuti finali, i risultati cambiano il 65-70% delle volte. Il direttore di gara lo deve tenere a mente considerando che gli episodi possono inficiare una prestazione precedentemente accettabile.
Sulla possibile espulsione di Berardi al 55′ per il fallo intenzionale con la spalla sul viso di Rrahmani che ha generato solo il giallo per l’attaccante, Iannone ha rimarcato che “il giocatore deve sentire quel cartellino come un macigno e per gli altri deve fungere da deterrente. La protesta dei giocatori ci sta, è legittima purché sia fatta con compostezza ed educazione. Tuttavia, l’arbitro, dal primo all’ultimo fischio deve instaurare un rapporto di fiducia in campo, ma allo stesso tempo – ha concluso l’ex direttore di gara – deve mantenere la sua autorevolezza nei confronti dei calciatori”. Fonte TMW.
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