Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli, è intervenuto nel corso della trasmissione Facebook “Notte Azzurra“, progetto in collaborazione con la pagina FB La Musa Azzurra.
ForzAzzurri.net e La Musa Azzurra hanno inoltre ospitato i giornalisti Salvatore Biazzo e Carlo Verna, ed il founder del profilo Instagram “La Napoli bene” Matteo Nuzzo, alias RobertNesta80. L’ex sindaco De Magistris è stato incalzato sui tema della festa Scudetto e sul rapporto tra ADL e le istituzioni.
Ci fosse stato lei sindaco tutta questa polemica sulla festa studente al numero chiuso e tutta questa tiriteria, come l’avrebbe gestita?
“Secondo me tutta la vicenda è stata gestita da chi non ama e non conosce Napoli. Mi dispiace dirlo, con tutto il rispetto che ho da uomo delle istituzioni verso il sindaco, ma solo ipotizzare di contenere la gioia dei napoletani e pensarli vandali che dopo 33 anni non sapranno festeggiare, è stata una triste pagina perché ti dà l’idea che la festa debba essere la festa di chi la organizza, di chi invita qualcuno che viene pagato, del numero chiuso. Credo che il Napoli deve vivere con gioia e naturalezza questa festa in questo momento così difficile per il mondo. È stata una scivolata, ma non mi meraviglia, perchè non vedo conoscenza della città, come anche nell’episodio di dei tedeschi, e non vedo sintonia, empatia e connessione con i napoletani.”
Va riconosciuto che il presidente De Laurentiis sia un imprenditore di successo che sta facendo tanto per Napoli e per il Napoli, ma lei è d’accordo sul fatto che ognuno debba fare il proprio lavoro e che le istutuzioni si mostrano troppo assoggettate alla sua figura?
“La sua analisi è corretta, innanzitutto nell’apprezzare la gestione di De Laurentiis che soprattutto quest’anno è stata impeccabile sia sul piano della campagna acquisti, ma anche per il bilancio, però sono d’accordo, ci vuole una grande autonomia. Un uomo delle istituzioni deve essere onesto, autonomo, indipendente, libero, competente e coraggioso e deve lavorare tanto. Quando hai queste caratteristiche rispetti tutti, ma non sei subalterno nei confronti di nessuno. Questo l’ho avvertito molto il giorno dopo i fatti dei tifosi tedeschi, sono rimasto molto colpito nel vedere un comitato provinciale per l’ordine della sicurezza pubblica convocato per fare la conta dei danni e non prima, ma inoltre nel vedere che i protagonisti non erano il sindaco o il prefetto, ma il presidente del Napoli in una sede istituzionale.”
Qual è la sua posizione sull’ingresso di bandiere e striscioni all’interno del Maradona?
“Le regole devono essere poche e comprensibili a tutti, quando diventa una corsa ad ostacoli non trionfa nè la giustizia e nè la legalità. Mi lasciano perplesso e contrario queste limitazioni nell’ingresso di materiali per il tifo allo stadio. Quest’anno è un anno di gioia, quel giorno le fotografie di uno stadio pieno di striscioni e di bandiere faranno il giro del mondo, ma che c’è di male? Vi dirò di più, chi ha parlato di numero chiuso a Piazza Plebiscito per questioni di ordine pubblico non capisce nulla. Il rischio per la sicurezza ancora più grande se si impone il numero chiuso. Evidentemente qualcuno non si ricorda quello che è accaduto a Torino. Quando si vogliono mettere le gabbie, i recinti, i poliziotti ed i manganelli per contenere una festa, si creano le condizioni per mettere in pericolo l’incolumità pubblica. Da uomo libero dico quello che penso, c’è un livello di inadeguatezza ed incompetenza nel gestire fatti che sono si importanti e complicati, ma restano gestibili col buon senso, la competenza e la conoscenza della città. Credo che Napoli abbia tutte le caratteristiche per primeggiare in ogni ambito. Ho lavorato moltissimo perché si trasformasse dalla città dei rifiuti, come l’aveva ridotta la malapolitica, alla città della rinascita, della cultura, della vita, dei giovani, dell’entusiasmo, dell’energia, dell’orgoglio e dell’identità. All’inizio mi hanno dato del pazzo – chiude De Magistris – ma chiama Napoli deve amare le cose belle ed anche le cose difficili per cambiarle.”
Mario Scala