Vergara: “Non chiamateci giovani, nel calcio non lo siamo”
Antonio Vergara si racconta e guarda avanti. Il trequartista del Napoli, autore di tre reti in questa stagione, ha parlato della sua crescita e del percorso che lo ha portato ad affacciarsi stabilmente nel grande calcio.
In un’intervista concessa al Corriere della Sera, il giocatore azzurro ha riflettuto sul modo in cui in Italia vengono considerati i giovani calciatori. A 23 anni, infatti, Vergara non si sente più un talento in attesa di affermarsi, ma un calciatore che deve già essere giudicato per ciò che dimostra in campo. “In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions, in Italia si parla tanto di talenti ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali. Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo. Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia”.
Nel corso dell’intervista, il centrocampista offensivo ha parlato anche del rapporto con Antonio Conte, allenatore noto per il suo carattere esigente e per l’attenzione ai dettagli. Vergara ha raccontato un episodio che descrive bene l’approccio del tecnico azzurro. “L’unica volta che mi ha detto bravo è stato dopo la partita con il Genoa, che però avevo giocato male. Ma il rigore al 95’ ci aveva fatto vincere. Conte vuole vincere sempre”.
Le parole del trequartista raccontano non solo il suo percorso personale, ma anche l’ambiente competitivo in cui sta crescendo, dove l’ambizione e la ricerca della vittoria restano al centro di tutto.
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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