Trevisani boccia Allegri: scelta conservativa per il Napoli
La scelta di Massimiliano Allegri per la panchina del Napoli continua a far discutere. Tra le voci più critiche c’è quella di Riccardo Trevisani, intervenuto nel corso di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Il telecronista Mediaset ha espresso forti perplessità sulla decisione del club azzurro, soprattutto dopo i contatti portati avanti anche con Vincenzo Italiano.
Secondo Trevisani, la candidatura dell’allenatore del Bologna avrebbe avuto una logica più coerente con le caratteristiche della rosa. Il Napoli dispone infatti di diversi esterni offensivi e di giocatori adatti a un calcio più propositivo. Da qui il suo stupore per una scelta giudicata più conservativa.
Il giornalista ha poi allargato il discorso al calcio italiano. A suo avviso, molti club continuano a guardare al passato invece di puntare su tecnici capaci di costruire valore e identità. In questo senso, ha citato esempi come Gian Piero Gasperini e Cesc Fabregas, contrapponendoli al percorso recente di Allegri.
Trevisani ha dichiarato: “Allegri? Mi pare paradossale la tempistica, far rescindere Italiano e poi non prenderlo. Anche per i tanti esterni che ha il Napoli, Alisson, Lang, Politano, pure Vergara, Neres mi sembrava quella la scelta piu giusta e corretta ed anche meritata per un tecnico che fa bene da 7 anni e deve andare in una grande squadra. In Italia invece abbiamo la tendenza a guardare indietro e non avanti, qualcosa che succede nei club e riscontro anche nella nazionale infatti non andiamo da tre edizioni ai mondiali e le cose per me sono collegate. Perplessità su Allegri? Solo sul suo calcio, ho perplessità su quel tipo di calcio, mi piacciono allenatori che costruiscono, che portano le loro squadre ad un valore maggiore, tipo Gasperini che prende l’Atalanta in lotta salvezza e la lotta in Champions o Fabregas che dalla B va in Champions. Allegri al massimo conferma le posizioni che la squadra merita, quando valeva il primo e poi quando valeva il terzo o quarto posto li ha raggiunti per il rotto della cuffia, facendo brutte figure le ultime volte in Champions e col Milan fallendo l’obiettivo. Perché quindi devo prendere uno che al massimo mi porta il mio valore giocando un calcio terrificante? Il calcio va altrove, come confermano anche gli allenatori italiani all’estero. Come mai i nostri giovani allenatori emergono all’estero e noi siamo sempre sui soliti nomi.
Problemi societari? Sì, ma io ti posso dire pure che tutti i direttori sportivi che hanno avuto Allegri sono poi saltati e gli attaccanti hanno tutti avuto problemi, Kean 0 gol, Vlahovic chiamato paracarro, Leao ora è scarso? Pulisic non incide, Fullkrug non e’ buono, Nkunku 40mln non può giocare, come Gimenez 30. Questo non dipende dai direttori. Perché sono tutti involuti? Perché la squadra non gioca il calcio, ed i napoletani che si sono lamentati del suo arrivo lo sanno molto bene. Conte non ha avuto sconti, ma fa i risultati al di là di qualche gara noiosa e la Champions, non lo paragonate ad Allegri che fa quarto soffrendo o neanche. E pure i risultati sono relativi perché era sesto senza la rimonta della Juve all’ultima, poteva pure arrivare quarto ma il girone di ritorno restava raccapricciante. Allegri era da esonerare anche col quarto posto, e’ crollato come anche alla Juve al ritorno.
Voi dite ha vinto, ma quando la Juve valeva 20 punti di vantaggio su Roma e Napoli banchettando con Pjanic e Higuain. Vincente cosa significa, niente. Gasperini non ha vinto, ma vale di più quanto fatto con l’Atalanta. ADL ha sempre fatto grandi scelte, tra allenatori giocatori e direttori, stavolta ha fatto una mossa conservativa e non mi piace”
Il giudizio di Trevisani è quindi molto netto. Il problema, nella sua analisi, non riguarda soltanto il nome di Allegri. Riguarda soprattutto l’idea di calcio che il Napoli intende seguire nel nuovo ciclo.
Per il telecronista, Aurelio De Laurentiis in passato ha spesso anticipato le scelte giuste. Questa volta, invece, avrebbe preferito una soluzione di garanzia e di esperienza. Una strada che Trevisani considera poco coraggiosa rispetto alla possibilità di affidarsi a un tecnico più moderno e più adatto a valorizzare il potenziale offensivo della rosa.
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