Allegri-Napoli, esaltata la prima conferenza
La prima conferenza di Massimiliano Allegri da allenatore del Napoli ha lasciato un’immagine precisa. Quella di un tecnico sereno, misurato, già dentro il nuovo ruolo e lontano da ogni tentazione polemica.
Il tono scelto da Allegri è stato uno dei passaggi più evidenti del suo debutto pubblico. Nessuna frase fuori posto. Nessun attacco al passato. Nessuna volontà di alzare il livello dello scontro. Una linea che ha colpito anche Massimiliano Gallo, che sul Corriere dello Sport ha definito così l’intervento dell’allenatore: “Cinquanta minuti di Max Allegri in purezza”.
Il riferimento è soprattutto all’atteggiamento tenuto davanti ai temi più delicati. Allegri avrebbe potuto rispondere, chiarire, replicare. Invece ha preferito restare sul presente e sul Napoli, senza trasformare la conferenza in un regolamento di conti.
Gallo lo sottolinea con un passaggio netto: “Un signore vecchio stile, che non approfitta mai del microfono per togliersi sassolini dalle scarpe. Non lo fa nemmeno con Gerry Cardinale decisamente poco elegante nel dichiarare che con Amorim il Milan non avrebbe giocato più per non perdere. Max non replica. Esprime solo il dispiacere per il quinto posto finale”.
Il punto centrale riguarda proprio il modo in cui Allegri si è calato nella nuova realtà. Il tecnico ha elogiato il lavoro svolto dal Napoli negli ultimi anni, ha riconosciuto il valore del ciclo precedente e ha mostrato rispetto per la rosa che avrà a disposizione.
Niente alibi, dunque. Niente messaggi preventivi. Allegri ha scelto una comunicazione opposta a quella di chi, all’inizio di una nuova esperienza, tende a sottolineare difficoltà, limiti o complessità del compito.
L’analisi prosegue così: “E pensare che lo definiscono superato. In genere i tecnici agli inizi delle loro avventure costruiscono escamotage per far apparire arduo e complesso il loro compito. Allegri è l’esatto opposto. Elogi a più riprese per il biennio di Conte (lo difende persino nella polemica con De Bruyne). Per il Napoli di De Laurentiis che ha vinto due scudetti e giocato dieci volte la Champions. Per la rosa che ha a disposizione. Nemmeno una lamentela. Non corre solo per sé. Non lavora per salvaguardare la sua immagine. È già diventato il Napoli. Si sente il Napoli. Parla da uomo azienda”.
La conferenza ha quindi restituito un Allegri già pienamente inserito nel progetto. Il nuovo allenatore non ha cercato protezioni, non ha messo le mani avanti e non ha usato il passato come scudo. Ha parlato da guida tecnica del Napoli, con l’obiettivo di costruire subito un’identità chiara.
Il primo messaggio è arrivato. Allegri vuole ripartire dal valore del gruppo, dalla storia recente del club e da un senso di appartenenza immediato. Il campo dirà il resto, ma la prima uscita pubblica ha già tracciato una linea precisa.
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