Nel giorno delle 100 panchine azzurre di Rafa Benitez, si vedono (e non si vedono) cose strabilianti in campo. La clamorosa rete di Higuaìn non vista solo dall’aggiuntivo Di Bello, l’altra occasionissima fallita dal Pipita che nella ripresa risparmia i viola dopo un madornale errore di Savic; poi le reti di Mertens, Hamsik e Callejon di cui si erano da tempo immemore perse le tracce sul tabellino marcatori. In questa strana domenica si assiste pure alla materializzazione di Zuniga e, soprattutto, di Insigne che ritrova le giocate di sempre, giusto in tempo per risollevare questa altalenante stagione azzurra. E infine si vede una Fiorentina mai vista in questo campionato che sbaglia tutto ciò che c’è da sbagliare e si consegna ai partenopei per un succulento banchetto che celebra il controsorpasso azzurro.
TOP – Contro un avversario che patisce i primi caldi di stagione, le belve partenopee fanno di un sol boccone gli avversari. Gli azzurri, liberati dalla prigionia di Castelvolturno disputano una gara accorta e mai domi dinanzi ai viola che fanno un minutaggio incredibile di possesso palla ma che in fin dei conti non arrivano quasi mai dalle parti della porta napoletana grazia anche alla diga Gargano-David Lopez che peccano ogni tanto di precisione ma chiudono ogni varco con puntualità svizzera. Anche sulle ali non c’è spazio per gli uomini di Montella. Maggio e, in particolare, Strinic fanno ottima guardia: tant’è che Dries Mertens ha libertà di impostare le ripartenze e saltare gli avversari come birilli per offrire ai propri compagni una notevole mole di palle giocabili. E’ proprio il folletto belga, migliore in campo, a sbloccare la gara con un perfetto diagonale a giro dal limite dell’area che sorprende Neto e manda in visibilio i pochi intimi accorsi al San Paolo.
FLOP – Dinanzi ad una squadra ospite che offre il fianco e non sortisce mai un reale pericolo è davvero arduo individuare un azzurro che non abbia raggiunto almeno la sufficienza. Potrebbero far di più Gabbiadini e Higuaìn, ma i loro movimenti creano sempre superiorità e asfissia nel pressing sugli avversari sebbene non riescano a trovare la via del gol. Anche Albiol e Koulibaly vivono un sereno pomeriggio primaverile nonostante la Viola fosse fra gli attacchi più temibili del torneo. Chi commette un grave errore, sebbene a risultato acquisito, è Mariano Andujar, che appare meno sicuro del solito sia nelle uscite che nell’impostazione di gioco. Non viene quasi mai chiamato in causa e quindi ha gioco facile nel match ma è in queste occasioni che si vede la capacità degli estremi difensori di mantenere la giusta concentrazione fino al novantesimo.
Massimo Avino

