La finale di Coppa Italia Primavera non si è isolata da quella che è la realtà dei “grandi”. All’Olimpico di Roma, a contendersi il trofeo, sono scese in campo Roma e Lazio con i giallorossi che hanno giocato in casa il primo round. Una partita che ha offerto non molto dal punto di vista del gioco, salvo sporadiche azioni individuali che hanno acceso il match. Nel complesso tanta tattica e poco spettacolo. L’incontro se lo è aggiudicato la Roma, forse anche con merito, con un goal del napoletano Verde, il quale nella seconda frazione di gioco, ha ribattuto in rete un rigore che l’ottimo portiere Guerrieri gli ha parato.
Ciò che ha caratterizzato la partita sono stati i vergognosi cori, di entrambe le tifoserie, rivolti nei confronti dei napoletani e contro la madre di Ciro Esposito. Atteggiamenti condannati dal presidente della Roma, James Pallotta, destinatario per questo motivo di una dura contestazione con striscioni e cori. L’episodio è reso ancor più triste dal fatto che il goal del vantaggio e della vittoria, è stato siglato proprio dal napoletano Verde, ma proprio in questa occasione i cori hanno tuonato ancor più forti.
La speranza che il gioco del calcio possa riuscire un giorno a unire tutti all’insegna di una festa sportiva muore lentamente già alla base. Se non si riesce nell’impresa di sostenere la propria squadra in modo pacifico nemmeno in una partita di calcio giovanile, si rischia davvero di intraprendere una strada senza ritorno.
Raffaele Autiero

