Prima Davide Astori, poi Elfrid Hysaj. Due trattative, due contratti già in fase di stipula definitiva, ma interrotti per i cavilli legati a sponsor e diritti di immagine. Non è un caso che queste notizie coinvolgano sempre il Napoli perché è nota la strategia manageriale di Aurelio De Laurentiis circa la gestione dell’immagine commerciale dei propri tesserati. Più strana è la coincidenza che in entrambi i casi, dietro alla sponsorizzazione, ci sia sempre la stessa azienda: la Puma. Il marchio tedesco fu fondato durante il Nazismo in Germania da Rudolf Dassler, fratello di Adolf, fondantore a sua volta dell’Adidas. Oggi il produttore tedesco di abbigliamento sportivo è in forte difficoltà economica continuando a far registrare risultati negativi in questo 2015. Infatti, la Puma ha chiuso il primo trimestre 2015 con un risultato negativo per quanto concerne i profitti ovvero, con un -30% rispetto al primo trimestre 2014. Altrettanto negativo è stato anche il secondo trimestre con perdite di oltre 3,3 milioni di euro.
Questo spiega anche la ritrosia da parte dei dirigenti dell’azienda tedesca di concedere le liberatorie ai propri sportivi in caso di risoluzione per conflitto fra il loro marchio e quello del club dove giocheranno. In realtà la Puma sta pensando di abbandonare il mercato Europeo in quanto i risultati dei mercati extracomunitari sono positivi e dunque, seguendo il filo logico della Puma, i risultati negativi derivano principalmente dalla situazione economica dell’Europa che di conseguenza condiziona il mercato dell’azienda. Ecco quindi anche spiegato il perché la Puma si stia concentrando maggiormente, dal punto di vista del marketing sugli Stati Uniti, sul Medio Oriente e sull’Africa. Una scelta che potrebbe per lo meno liberare in tempi brevi il difensore dell’Empoli, che al momento dovrebbe versare una penale di “soli” 150mila euro per liberarsi dal marchio tedesco.
Massimo Avino
Diritti di immagine: Napoli contro la Puma. Ecco la verità sull’azienda tedesca
fonte: calcio&finanza

