L’edizione napoletana di Repubblica scrive sulla fiducia ormai consacrata a Maurizio Sarri in casa Napoli:
“I gol di Insigne e Higuain hanno spazzato via lo scetticismo dell’ambiente nei confronti del nuovo corso: iniziato a fari spenti dopo il polemico addio di Benitez e alimentati dalla partenza a handicap degli azzurri in campionato, che aveva rafforzato i timori di un ridimensionamento e creato intorno alla squadra un clima di malinconico distacco. Si spiega pure così il senso liberatorio della festa del San Paolo, con tutti i giocatori trascinati per mano da Pepe Reina sotto la curva, al 90’. È stata la fine di un incubo. Ci voleva un’impresa per chiudere i conti con il passato e ripartire. Ma il più soddisfatto era Sarri, consapevole di essersi scrollato di dosso la scomoda etichetta di tecnico sotto esame. Aurelio De Laurentiis, pur difendendolo con onestà e coerenza, gli aveva messo sulla testa la spada di Damocle di una scadenza. La sosta di inizio ottobre, dopo le prossime trasferte di giovedì a Varsavia in Europa League e domenica a San Siro contro il Milan, incombeva sulla panchina come una minacciosa ora ics: collocata proprio al momento giusto per tirare le somme sulla salute del Napoli ed eventualmente correre ai ripari. Dopo il successo con la Juve, invece, non ci sarà bisogno di altre verifiche. Il nuovo corso è decollato”

