Antonio Corbo scrive su Napoli-Inter nel suo editoriale per Repubblica, il graffio
Canta Napoli, canta mentre la sua squadra lascia il campo e la Coppa Italia. Prova d’amore dei tifosi verso chi dà loro tutte le emozioni del primato in A. In semifinale andrà l’Inter con una vittoria che la rimette anche in corsa per lo scudetto. Si è mostrata solida e temibile. Sono sensazioni da non sottovalutare. Dopo una sfida giocata con colpevole sufficienza.
Più che un turnover, Sarri cambia due blocchi. I migliori. Il primo è l’asse d’attacco Insigne-Higuain, è come lasciare in panchina 28 gol dell’attuale primato. Smantella poi tutta la catena di sinistra, privando il Napoli del suo lato forte. Un incerto Strinic almeno all’inizio, David Lopez destro schierato sul versante opposto e il poco determinato Mertens ne incrociano solo due: Biabiany e Nagatomo, affiancati da Ljaljic che converge a tratti. Urgente sarà l’inserimento nella ripresa di Hamsik, per elevare la cifra tecnica del comparto. Un grigiore che valorizza l’attività della verticale destra, con Hysaj caparbio e propositivo, Allan discreto ma distante dai livelli dell’autunno scorso, quindi il sempre in moto Callejon. Non sfugge poi la lucidità di Chiriches, che sostituisce Albiol: il difensore centrale, accanto al poderoso Koulibaly, si distingue per l’accattivante sobrietà. Una prova che stride con l’affannosa ricerca di un ricambio in quel ruolo.
Se il club al vertice ha raggiunto sufficiente competenza, c’è da aspettare un cambio di direzione: va cercato un buon centrocampista, non un difensore. Uscito Lopez per infortunio, Jorginho infatti si adatta a destra lasciando a Valdifiori il centro dell’insolito, irrazionale terzetto. Un imprevisto che concede a Sarri un solo cambio in attacco: gioca la carta più alta, Higuain, provocando due delusioni. Gabbiadini va fuori, Insigne perde la speranza di entrare. Deriva anche la sconfitta: perché determina il primo gol dell’Inter, è Medel a sfruttare il disagio della fragile mediana per rubare palla e servire Jovetic. Si mette nel conto anche la seconda rete dell’Inter in superiorità numerica, per l’espulsione del fumoso Mertens, purtroppo rimasto in campo. Ingiusta la seconda ammonizione al belga che sottolinea solo la leggera trattenuta di Miranda. Errore dell’arbitro Valeri: può non concedere il rigore, ma non può negare il contatto. Quale simulazione ha visto?
Il 4-2-3-1 consente all’Inter il possesso palla, interrotto da un formale pressing del Napoli che all’inizio schiera Higuain con Gabbiadini, cambio che fatalmente debilita la fase offensiva.Mancini si presenta senza attaccanti, s’improvvisa prima punta Jovetic che nella ripresa si sveglia in tempo per segnare con una sassata all’incrocio. Un morbido e più lento Napoli riesce soltanto a confermare la buona forma di Handanovic. Conclusione non esaltante per una partita che imbarca all’inizio solo 2 italiani (Gabbiadini e Valdifiori) su 22. Paradossale nel quarto di finale di una Coppa chiamata Italia, deprimente per i tanti ragazzi che qui sognano un futuro nel calcio, ma anche per una Nazionale che rappresenta in Francia solo una legione straniera.

