Il Napoli scende in campo alle 12.30 ad Udine dopo la vittoria della Juventus nell’anticipo con l’Empoli, tutt’altro che sorprendente considerando i valori in campo ed il rendimento dei bianconeri. Il macigno a cui ha fatto riferimento in conferenza Maurizio Sarri era dunque piuttosto scontato: azzurri in campo con l’obiettivo massimo di riportarsi a -3, per non vanificare la corsa scudetto, in attesa del prossimo turno più favorevole quando al San Paolo farà visita il Verona mentre i bianconeri saranno di scena sul campo del Milan.
Sarri ha sottolineato che i suoi scenderanno in campo per la sesta volta dopo i bianconeri, ma anche la consapevolezza che nelle altre occasioni gli azzurri non hanno mai perso fiducia. Al massimo sono incappati in un pizzico di nervosismo e frenesia, come con il Genoa, per l’ansia di raggiungere subito la vittoria. L’unico risultato contro l’Udinese – secondo Sarri rigenerata dal cambio in panchina e con una classifica che non rispecchia il potenziale sulla carta – è la vittoria, che tra l’altro manca addirittura dal 2007, quando il Napoli al ritorno in A sbancò l’allora Friuli per 5-0. Da allora una delusione dopo l’altra.
Se da un lato Reina è in forte dubbio per un affaticamento muscolare, non è in discussione Gonzalo Higuain, che da solo ha segnato più di tutta l’Udinese. Il Pipita andrà a caccia di gol pesanti per staccare Ronaldo per la Scarpa d’oro ed inseguire il record storico dei 35 gol di Nordahl, ma in ogni caso sarà anche il giorno di Marek Hamsik. Raggiungerà le 396 presenze in azzurro, affiancando Ferrario al terzo posto della storia azzurra. Non solo: in caso di gol supererebbe i 97 di Altafini, salendo al quinto posto tra i goleador azzurri, mentre per gol in campionato raggiungerebbe Maradona a quota 81 al secondo posto.
Fonte:Tmw.

