Carlo Ancelotti è nato a Reggiolo (RE) nel 1959, ha esordito nel ’76 nel Parma ed ha proseguito la sua carriera da calciatore nella Roma e nel Milan di Arrigo Sacchi. È proprio quest’ultimo ad avviarlo alla carriera di allenatore facendosi affiancare alla guida tecnica della nazionale maggiore nel 1992.
Nella stagione 1999/2000 approda alla Juventus ed arriva il primo di una lunga serie di trofei da allenatore: la UEFA Intertoto CUP. Dal 2001 al 2009 siede sulla panchina del Milan e tra il 2003 ed il 2007 aggiunge alla bacheca rossonera ben 8 trofei di cui 5 internazionali. Ormai è consacrato tra i vincenti e nel suo futuro ci saranno solo top club, infatti dal 2009 al 2011 ha allenato il Chelsea vincendo 3 trofei nazionali e nel 2013 arriva la vittoria della Ligue 1 con il ricchissimo Paris Saint Germain. Nel 2014 consegna ai “blancos” la decima Champions League, la Supercoppa UEFA, il Mondiale per Club e la Coppa di Spagna. Gli manca di imparare solo il tedesco, e nei due anni al Bayern Monaco vince due volte la Supercoppa di Germania e la Bundesliga nel 2017, è il quarto campionato vinto in quattro nazioni diverse.
Dopo un anno di assenza dai campi di gioco Carlo Ancelotti sposa il progetto Napoli e torna ad allenare in Italia dopo 9 anni. Il modulo che l’ha reso famoso al Milan è stato il 4-3-2-1, l’albero di Natale, attuarlo con la rosa del Napoli significherebbe spingere alcuni calciatori, tra cui Insigne, a giocare fuori ruolo, come fatto in passato da Benitez con Hamsik. Ancelotti non è un integralista, non impone la sua idea a tutti i costi, ascolta i calciatori, sa adattarsi all’avversario e per questa ragione ha vinto ovunque e tanto. Presumibilmente i moduli più congeniali saranno il già collaudato 4-3-3 e il 4-2-3-1 già proposto in alcuni arrembanti finali di gara da Sarri. Hamsik e Jorginho potrebbero non rientrare nei piani del nuovo tecnico che per sostituirli punterebbe su Piotr Zielinski ed Amadou Diawara, due calciatori che stima moltissimo per la loro duttilità a centrocampo.
Ancelotti, accettando la guida tecnica del Napoli, ha ereditato un impianto di gioco tra i più apprezzati in Europa. Sicuramente praticherà un gioco meno bello esteticamente rispetto a quello visto con mister Sarri e, forse, non vedremo tantissimi gol stagionali, ma di certo ci sarà l’esperienza pluriennale di chi ha sempre allenato ad altissimi livelli con l’abitudine a gestire diversi tipi di pressione.

