Angelino Alfano (Ministro dell’interno): “I club di calcio devono isolare i tifosi delinquenti. Vi spiego la poca efficacia dei daspo”

lancio fumogeniSabato sera non era all’Olimpico. «Davanti a certe scene ho provato rabbia e indignazione, ma sempre con quell’equilibrio che è necessario per realizzare un obiettivo che è condiviso dalla stragrande maggioranza civilissima della tifoseria napoletana, che vuole recarsi allo stadio per godersi lo spettacolo», dice il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. 

Ministro, ieri ha avuto una lunga telefonata con il presidente del Napoli, De Laurentiis. «Lui è sempre una miniera di proposte e di suggerimenti per migliorare il funzionamento del sistema. Era molto dispiaciuto per quanto accaduto. Insieme possiamo lavorare su un’azione di bonifica preventiva affinché negli stadi non entrino selvaggi, delinquenti e facinorosi».

Come realizzare questo obiettivo?«Dobbiamo intervenire subito e infatti questo governo si contraddistingue per i suoi tempi rapidi. Bisogna istituire un Daspo praticamente a vita. Abbiamo davanti una grandissima sfida, che è quella di separare la maggioranza delle tifoserie sane dai teppisti e dalle belve che rovinano le partite travestendosi da tifosi. Ecco perché bisogna rafforzare l’istituto del Daspo». 

Perché il Daspo non ha prodotto risultati positivi?«Dopo la morte di Raciti a Catania sono state promosse una serie di iniziative e poi la Tessera del tifoso che hanno reso gli stadi più sicuri, ma anche meno frequentati. Il nostro obiettivo è che gli stadi siano frequentabili e che i ragazzi possano andare sugli spalti con i loro genitori, come capitava a tutti noi da bambini». 

Come si muoverà il governo per rafforzare il Daspo?«Agiremo su tre fronti, non esclusivamente sportivi. Primo punto: aumentare la forza temporale del Daspo, fino a 8-10 anni per quanto riguarda la recidiva, ovvero passare dal 5+5 attuale al 5+10 o 8. Secondo punto: ampliare il Daspo preventivo, non solo sanzionatorio, alle dinamiche di gruppo, a quelle del “branco”. Terzo punto: allargare il Daspo a coloro che turbano l’ordine pubblico non soltanto in contesti sportivi». 

Cosa è accaduto prima di Fiorentina-Napoli, quel colloquio tra Hamsik e il capotifoso Gennaro ’a carogna, figlio di un camorrista? Una trattativa per poter giocare la partita?«Non c’è stata alcuna trattativa perché allo stadio non stava accadendo nulla: gli incidenti si sono verificati ad alcuni chilometri dall’Olimpico». 

E allora perché il capitano del Napoli ha dovuto o voluto incontrare il rappresentante dei gruppi della tifoseria organizzata?«Il Napoli, dato che c’era tensione, ha ritenuto opportuno informare i propri sostenitori che il ferimento di quel tifoso non era avvenuto nell’ambito di una faida tra fazioni, in uno scontro con rappresentanti della tifoseria della Fiorentina: una semplice informazione, non vi è stata alcuna trattativa. È una cosa che non sta né in cielo né in terra».

Ma esistono rapporti ancora forti tra i club calcistici e i gruppi ultrà?«Noi vogliamo rafforzare l’istituto del Daspo con una forte azione sulle tifoserie sane e sulle società. Il giro di vite sarà durissimo, non possiamo consentire che il calcio sia rovinato dalle belve. E certamente non ci siamo mossi in queste ore». 

Cosa ha fatto prima il suo ministero?«Quattro mesi fa è stata creata una task force con la Federcalcio, le leghe e i club per creare le premesse per l’allontanamento dei violenti dagli stadi. In questi mesi abbiamo già ottenuto risultati significativi, volendo centrare in tempi brevi l’obiettivo di rendere sicure e confortevoli le giornate negli impianti sportivi italiani». 

Gennaro ’a carogna indossava la t-shirt con la scritta «Speziale libero». Speziale è l’ultrà del Catania condannato per la morte di Raciti e lei ieri ha telefonato a Marisa Grasso, la vedova del poliziotto. «Le ho voluto far sentire la vicinanza del governo dopo quanto si è visto sabato e le ho detto che siamo tutti Filippo Raciti. È una vicinanza vera, forte: siamo dalla parte della signora Raciti e delle divise, le ho promesso che andrò a trovarla ad Acireale».

Il Mattino

Aldo Foggia

I giovani sono il futuro, ma io al massimo mi sento un congiuntivo..

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