Pubblicato il: 18 Agosto 2019 alle 9:09 am

Ansia Milan – Attacco sterile, dove sono i gol di Piatek?

attacco milan

MILAN, ITALY - JANUARY 29: Krzysztof Piatek (2nd L) of AC Milan celebrates his second goal with his team-mates during the Coppa Italia match between AC Milan and SSC Napoli at Stadio Giuseppe Meazza on January 29, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

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Attacco Milan – Con soli 6 gol in 5 partite qualche preoccupazione in casa Milan ci può stare. La Gazzetta dello Sport analizza la fase poco prolifica dei rossoneri

Attacco Milan – La rosea scrive in merito al test poco entusiasmante contro il Cesena

Cesena

“Lo stupore per i velocissimi progressi ha lasciato spazio ai punti interrogativi. Le certezze che iniziavano a farsi amabilmente strada nell’ immaginario dei tifosi hanno ceduto il passo ai dubbi. E adesso il precampionato del Milan ha un sapore agrodolce di difficile interpretazione. E’ l’eredità lasciata dal test di Cesena, l’ultimo prima dell’avvio del campionato e proprio per questo portatore di perplessità. Lo zero a zero contro i romagnoli non è negativo in particolare per il risultato (sebbene ci siano due categorie di differenza, che a questo punto della stagione dovrebbero vedersi chiaramente), ma per i contenuti. Di fatto, un Milan che ne è uscito svuotato da questa partita, dopo averli esibiti con piacere e orgoglio lungo un’estate in cui sono stati affrontati a testa alta avversari di altissimo rango.”

Piatek

“Che cosa non ha funzionato nell’attacco del Milan e che cosa preoccupa di più in vista di Udine per domenica prossima? La cosa che balza maggiormente agli occhi è la fatica in fase realizzativa. Cinque gol in sei partite sono pochi, soprattutto in considerazione del fatto che in tre di queste le avversarie erano di rango decisamente inferiore (Novara, Feronikeli, Cesena). E se da Castillejo, attaccante esterno adattato da seconda punta non si può pretendere la luna (qualche pasticcio in meno, però, senz’altro sì), diverso è il discorso per Piatek. Un po’ è la squadra a non premiarne i movimenti e un po’ è lui a proporsi con tempistiche e movimenti sbagliati, oltre a una gestione della palla per lo più macchinosa quando i compagni riescono a trovarlo.”

Leao

“La chiave può essere Leao (assente in Romagna), che in Kosovo ha confermato buona predisposizione nel mettersi al servizio del gruppo. A Udine ci sarà di nuovo lui accanto al Pistolero. E diventa un problema anche se il rombo disegnato da Giampaolo non scorre via fluido. Al Manuzzi, anche a causa della grande aggressività bianconera (grande merito degli uomini di Modesto), Suso e Calhanoglu hanno viaggiato a intermittenza in particolare nel primo tempo. Più spenti che accesi, incapaci di dare vita a quei fraseggi stretti e veloci che nelle settimane scorse avevano messo in difficoltà avversari come Bayern, Benfica e United. Un giro palla visibilmente più lento e scolastico, fine a se stesso e non allo sviluppo dell’azione verso la porta avversaria. Un vecchio vizio, così come quello delle tante – troppe – giocate all’indietro che a volte hanno messo in difficoltà una difesa non organizzatissima. Spesso il Milan dietro si è ritrovato in inferiorità numerica sia a sinistra che a destra, zona del campo in cui i meccanismi continuano a essere precari e dove Calabria e Musacchio mostrano di patire le incursioni avversarie.”

Mister Giampaolo

“Giampaolo dovrà dunque proseguire a mettere mano un po’ dappertutto, come d’altronde è logico per un gruppo con una nuova guida tecnica. Le qualità e le possibilità per fare bene ci sono, a dirlo sono le prestazioni contro le big europee nella Icc. L’importante sarà ricordarsene in tempo per Udine.”

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