In Spagna ormai ne sono sicuri: per José Maria Callejón la convocazione nella Nazionale spagnola è solo questione di tempo. A metà novembre ci saranno i prossimi impegni delle Nazionali, e tutto lascia credere che arriverà la prima convocazione per l’esterno del Napoli, ormai in piena simbiosi con il calcio italiano, dove continua a segnare reti. In dieci gare, Callejón ha marcato già otto reti, tutte su azione e senza tirare rigori (e forse, visti gli esiti dei tiratori scelti, sarebbe anche ora). Meglio di Carlos Tevez o Maurito Icardi, tanto per intenderci, che di rigori ne tirano anche molti. Capocannoniere del torneo, in Spagna sono sempre di più i suoi estimatori, anche quelli che non lo erano ai tempi del Real Madrid, dove comunque nelle poche occasioni avute per mettersi in mostra non aveva quasi mai deluso.
Il suo feeling con il gol è iniziato presto, e dire che l’anno scorso arrivato a Napoli non lo conosceva quasi nessuno. C’era chi lo definiva “uno scarto del Real Madrid”, chi un giocatore “così così. In ritiro era anche quello che faceva più fatica di tutti. Un abisso di differenza l’ambiente madrileno da quello napoletano. Solo Benitez tranquillazava tutti: “Può fare almeno venti gol”. Tanti ridevano, davanti a queste esternazioni del tecnico spagnolo. Eppure, i fatti gli avevano dato ragione da subito: iniziò a segnare in tutte le gare ufficiale, la serie si interruppe solo in Champions League quando un palo lo fermò prima che insaccasse anche al Borussia Dortmund, vice-campione d’Europa in carica che a Napoli cadde per due reti a uno. A fine stagione, in campionato aveva segnato 15 reti, in Coppa Italia tre, altre due in Champions League ad Arsenal e Marsiglia. Venti reti in 52 presenze: Benitez aveva ragione.

