Ma voi cosa comprereste con otto milioni ed ottocentomila euro? E poi la chiamano spending review: ma in quel Napoli, ai tempi della crisi, tra un Higuain ed un Albiol, tra un Reina e una rivoluzione economicamente massiccia, ad un certo punto, praticamente per cominciare, spuntò Josè Maria Callejon. Madrid, Real casa, dove ognuno ha un prezzo (altissimo) e una storia che parla per sè: perchè vivere alle spalle di Cristiano Ronaldo e Di Maria, onestamente, genera valore; e quando dal cilindro del mercato emerge quell’esterno che sa tanto d’antico (le ricordate le vecchie, care ali?), c’è un percepibile pregiudizio, c’è l’inconsapevolezza d’avere a che fare con un (piccolo) fenomeno, nel suo genere. Josè Maria Callejon è l’altra faccia del Real Madrid, sa di classe un pochino operaia che però s’accomoda in paradiso: ha una sua dimensione alternativa, un profilo (inevitabilmente) basso, si direbbe secondario, non vive di luce riflessa ma è sovrastato dall’autorevolezza di quelle star che offuscano chiunque. Callejon, certo: quello che con il Napoli è già arrivato a diciotto reti, quello che ne ha fatto tredici in campionato, altre cinque nelle coppe, quello che non sa stare mai fermo al proprio posto, perchè gioca a destra o a sinistra, fa il centravanti e la mezz’ala e quando serve pure il terzino (li chiamano esterni pure quelli, bassi per la precisione).
Fregoli. Uno che si inventa la vita, che sta per diventare papà, che ha visto raddoppiare (forse triplicare) il costo di se stesso, quello che ha risolto a Benitez un paio di situazioni scabrose (a Marsiglia, con la Roma), quello che il calcio l’ha preso d’infilata, perchè lui parte e va, avanti e indietro, e si fa la fascia come un indemoniato, perchè a lui va di genio: “Io lavoro per la squadra, innanzitutto. E sono qua per far bene con il Napoli ma per il Napoli” . Callejon, che nella sua prima vita in Primera Division (tra Espanyol e Real Madrid) era riuscito a fare quello che ha costruito in appena otto mesi a Napoli e che dinnanzi alle domande più stuzzicanti per scorgerne un pizzico di vanità si rifugia nell’umiltà che gli è naturale. “Il merito è degli altri, io mi faccio trovare pronto”.
Che colpo. Otto milioni ed ottocentomila euro e una certezza: “Per me può segnare almeno venti gol”. Lo disse Rafa Benitez, quando ancora Callejon non era esploso, quando c’era un piccolo velo di mistero, perchè intanto, per gradire, il piccolo principe blanco – anzi, azzurro – s’era presentato a modo suo: tre gol nelle prime tre partite, graffi che restano impressi sul San Paolo, incredulo. Poteva essere una dolcissima e però effimera, fugace impressione, invece in quel momento, se n’è avuta poi conferma, è cominciata a spuntare (ma seriamente ed anche concretamente) una star… Un rendimento brillante, una serie di colpi speciali, un contributo importante: lo spagnolo è riuscito subito a dare un valore pieno alla scelta di Benitez e ai soldi investiti dal presidente De Laurentiis.
Che botta. E sabato, stadio San Siro, la Scala del calcio, c’è Inter-Napoli, c’è una sfida ricca di suggestioni, perchè certi palcoscenici catturano, sprigionano un’empatia particolare: ma chissà cosa accadrà ancora a Josè Maria Callejon, che ieri si è dovuto arrendere in allenamento, uscirsene e riflettere su quel che converrà fare, dopo aver valutato l’entità d’un infortunio relativamente preoccupante. E’ un allarme che inquieta ma sino ad un certo punto, perchè subito dopo poi c’è l’Olimpico di Roma, e sarà sabato 3 maggio, sotto luci che faranno risplendere quegli otto milioni ed ottocentomila euro.
Fonte:areanapoli

