Cannavaro: “C’è una cosa di Benitez che non capisco”

   
   
FABIO CANNAVARO 124141332Fabio Cannavaro, in un’intervista a Il Mattino ha rilasciato alcune dichiarazioni:
Vivendo a Napoli, ha colto direttamente la delusione e la preoccupazione dei tifosi dopo l’eliminazione degli azzurri nei preliminari di Champions.
“La città vive di calcio, è l’unica valvola di sfogo che c’è. Comprensibile l’amarezza di tifosi che vorrebbero sempre il massimo: Maradona, ai suoi tempi, li ha “rovinati” perché li ha abituati molto bene… Certo, dopo ci sono stati anni difficili, perfino il fallimento e la serie C1, ma il Napoli è cresciuto in questi anni ed ecco perché la partecipazione alla Champions League e l’obiettivo scudetto sono legittime aspirazioni: la gente è abituata a divertirsi e a lottare, non si accontenta di partecipare, vuole i risultati”.

Da grande difensore, come giudica gli errori del reparto a Bilbao?
“Se si prendono quei gol, è la fase difensiva che non funziona, non la difesa. E non lo dico per difendere i miei colleghi…”

Per lo scudetto il Napoli è più indietro rispetto a Juve e Roma?
“Io credo che assisteremo a un campionato divertente proprio perché non c’è la grande favorita. La Juve di Conte partiva sempre in prima fila per lo scudetto, ma adesso Conte non c’è e quindi la squadra non è più la più autorevole candidata al titolo. La Roma ha fatto alcune importanti operazioni, ma ha perso Benatia. Il Milan ha preso Torres, mi è piaciuto il mercato della Lazio e quanto al Napoli c’è da cogliere,a fronte della rabbia per l’eliminazione, l’aspetto della minore incidenza degli impegni infrasettimanali, perché l’Europa League ha un differente peso. Le grandi squadre sono tornate sulla terra e questo può rendere la serie A più interessante”.

Si è aperto il dibattito sul mercato portato avanti da De Laurentiis, Benitez e Bigon: come lo giudica?
“Intanto, non capisco come in partite come quelle con l’Athletic sia stata presa la decisione di rinunciare a calciatori come Inler, Dzemaili, Pandev e Zuniga. Ma solo chi vive all’interno del Napoli conosce la verità e può anche spiegare perché sono stati effettuati certi acquisti e non altri. La squadra è arrivata al terzo posto e la società si è concentrata su alcune cessioni, anche quella di Fernandez: eppure per farlo giocare erano state fatte carte false un anno fa. C’è un aspetto che va colto, prioritario rispetto ad altri”.

Quale?
“Per il vero salto di qualità non bastano solo grandi calciatori. Servono lo stadio di proprietà e il centro sportivo. Le istituzioni e il Napoli devono unirsi affinché la città sia dotata di una grande struttura che divenga il fiore all’occhiello, come lo è il San Mamés per Bilbao. Napoli è prima al mondo per la passione dei suoi tifosi, ma è anche ultima in Italia per qualità e funzionalità dello stadio. Durante i Mondiali in Brasile mi sono confrontato con Wenger, il manager dell’Arsenal. Mi ha spiegato il significato dello sforzo fatto per edificare l’Emirates Stadium a Londra, a cominciare dalla necessità di assicurarsi ogni anno la qualificazione in Champions per rispettare gli impegni conle banche. Adesso lo stadio rappresenta il 30 per cento del fatturato dell’Arsenal. Il centro per il settore giovanile, poi, è fondamentale: perché i ragazzi cresciuti in casa sono la forza di una squadra, le danno una identità, come nel caso dei calciatori dell’Athletic Bilbao”.

Fonte: Il Mattino

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Carmine Gallucci

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