Saltano le trattative con Al-Ahli e Chelsea per una manciata di milioni e divergenze sull’ingaggio: un danno economico pesantissimo per il Napoli
Quello che doveva essere il “colpo del secolo” in uscita per le casse del Napoli si è trasformato in un intrigo internazionale dai tratti inverosimili. Alla chiusura della sessione estiva del mercato italiano, Victor Osimhen resta ufficialmente un calciatore azzurro, ma con prospettive che rasentano il paradosso sportivo. Una situazione figlia di un braccio di ferro logorante tra club, acquirenti e l’entourage del calciatore, risoltosi in un nulla di fatto che gela l’ambiente partenopeo.
Il muro contro muro per 5 milioni
Secondo quanto ricostruito dal Corriere dello Sport, la trattativa con l’Al-Ahli è naufragata proprio sul traguardo per una distanza minima tra domanda e offerta. Il Napoli avrebbe preteso 70 milioni di euro per il cartellino del bomber nigeriano, mentre il club saudita si è fermato a quota 65 milioni. Una differenza di soli 5 milioni che ha indotto gli arabi a spazientirsi e a virare definitivamente su Ivan Toney del Brentford, lasciando Osimhen e il Napoli in una posizione di stallo totale.
Il “no” di Victor al Chelsea
Parallelamente al fronte saudita, il Chelsea ha tentato l’affondo finale pareggiando la richiesta dei 70 milioni chiesti da Aurelio De Laurentiis. In questo caso, però, l’ostacolo insormontabile è stata la volontà del giocatore. Nonostante il prestigio della Premier League, Osimhen ha rifiutato la destinazione londinese poiché l’ingaggio proposto dai Blues è stato ritenuto troppo basso rispetto ai parametri attuali (circa 11 milioni netti) e, soprattutto, infinitamente lontano dalle cifre astronomiche promesse dall’Arabia Saudita.
Un peso d’oro sulle casse azzurre
Il mancato trasferimento apre ora uno scenario critico per la gestione finanziaria del club. Lo stipendio di Osimhen, blindato dal rinnovo firmato lo scorso dicembre, incide sul bilancio del Napoli per oltre 1 milione di euro al mese. Con il calciatore attualmente fuori dal progetto tecnico di Antonio Conte e l’arrivo già formalizzato di Romelu Lukaku, la società si ritrova con un “capitale fermo” dai costi altissimi.
Nelle prossime ore, Napoli e calciatore dovranno cercare soluzioni d’emergenza nei mercati ancora aperti (come quello turco) per evitare che il capocannoniere dello scudetto trascorra i prossimi mesi da spettatore di lusso, in attesa della finestra di gennaio. Una gestione che rischia di svalutare il patrimonio tecnico del club e che segna la fine più amara possibile per il rapporto tra la città e il suo ex idolo.
Massimiliano Esposito

