Pubblicato il: 7 Settembre 2015 alle 10:10 am

CdS – Il Napoli del futuro nascerà a gennaio. Ecco i 4 talenti più seguiti dalla società azzurra

NAPOLI – La meglio gioventù: perché l’idea resta e va rilanciata, ripresentandosi in Europa, andando a scovare il talento allo stato puro, prenotando il futuro. Si fa così, come negli anni, come con i Lavezzi, gli Hamsik, come con i Cavani, come con i Mertens, i Koulibaly: investire, avendo fiuto, anticipando i tempi, restando fedele a se stesso. Il mercato è chiuso, ma poi riapre un giorno dopo, o forse la notte stessa in cui s’è abbassata la saracinesca: rimangono i nomi sul taccuino, i sogni svaniti per un niente, le opzioni nel progetto e ciò che servirà a costruire il Napoli che verrà. Quando sarà gennaio, si ripartirà, avendo però cerchiato in azzurro (almeno) quattro identikit sui quali si poseranno gli occhi indiscreti del Napoli che viaggeranno in Italia (ad Empoli) per Dioussé e poi faranno il giro del Vecchio Continente per verificare la crescita ed i margini di miglioramento di Praet (dell’Anderlecht), di Klaassen (dell’Ajax), di Duda (del Legia Varsavia) che potrà essere scrutato da vicino in Europa League.

IL BABY. Diciotto anni e non dimostrarli: Assane Dioussé ha spopolato a san Siro e Sarri non ha bisogno di relazioni sul senegalese dell’Empoli, del quale sa tutto quello che nessun altro conosce. Però poi la vetrina della serie A richiede risposte: le aspetta Corsi, ma anche De Laurentiis, che rispetto a qualsiasi antagonista gode d’una corsia preferenziale, perché c’è sintonia tra i presidenti di Empoli e Napoli. E quel ragazzino (già cresciuto) promette bene e piace parecchio.

IL TREQUARTISTA. Si capirà se sarà ancora una priorità, perché se Insigne dovesse calarsi nel ruolo: però Dennis Praet (21 appena) è il genietto dell’Anderlecht che Cristiano Giuntoli ha provato ad avvicinare nella penombra del mercato. E’ il rifinitore dai piedi buoni, quello che sta tra le linee e fa anche la fase passiva: un dieci, verrebbe da dire, da analizzare con attenzione, perché a quell’età, si sa….

Fonte e foto: corrieredellosport.it

Carmine Gallucci

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360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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