Chiariello: il futuro di Conte dipende dall’intesa col club
Le dichiarazioni di Antonio Conte dopo la vittoria contro il Lecce continuano ad alimentare il dibattito sul futuro dell’allenatore e sulla prospettiva di proseguire il progetto tecnico con il Napoli. Il tema è stato affrontato anche dal giornalista Umberto Chiariello, intervenuto ai microfoni di Radio Crc per analizzare le parole del tecnico azzurro e le possibili evoluzioni del rapporto con la società.
Secondo Chiariello, il punto centrale della questione non riguarda tanto il contratto quanto la sintonia tra allenatore e club. L’editorialista ha sottolineato come, nel caso di Conte, il proseguimento del lavoro dipenda soprattutto dall’unità di visione tra le parti al termine della stagione.
“Io lo dico tutti i giorni ma non mi credevate, ora l’ha detto Conte, mi credete? C’è un contratto, dove va? No, no, non contano i contratti con Conte, contano molto relativamente. Perché Conte si siede a fine stagione, fa il summit con la società: se c’è unità di intenti si prosegue, ma lui non è disponibile ad andare avanti con una società che non è d’accordo sul suo operato.”
Nel suo intervento, Chiariello ha poi messo a confronto l’approccio di Conte con quello di altri allenatori che hanno vissuto situazioni più conflittuali con le rispettive società, citando in particolare l’esperienza di Maurizio Sarri alla Lazio.
“Non è Sarri, per capirci, che sta lavorando in un ambiente surreale alla Lazio, dove lo attacca il presidente con telefonate poi pubblicate sul web, piratate e compagnia bella, dove c’è un presidente che gli spara addosso in privato e che poi diventa pubblico, e con il tifo che lo elegge a suo eroe contro il presidente. Là c’è l’uno contro l’altro armato, eppure Sarri resiste perché sa che il popolo lo ama. Tant’è vero che l’ha invitato sotto la curva e ieri questo amore è scoppiato, con il ritorno allo stadio per una partita e la grande vittoria sul Milan.”
La riflessione si conclude con un passaggio dedicato alla filosofia professionale dell’allenatore del Napoli e alla sua visione del rapporto con i club.
“Conte non è Sarri. Non vuole rimanere a dispetto dei santi, in paradiso a dispetto dei santi. Non ha alternative in Italia, perché quest’anno l’alternativa alla Juve non ce l’ha”.
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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