Chiariello sul Napoli: “Stagione di grandi rimpianti”

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Chiariello sul Napoli: “Stagione di grandi rimpianti”

L’editoriale firmato da Umberto Chiariello durante Campania Sport su Canale 21 parte da una provocazione lessicale e arriva fino al giudizio complessivo sulla stagione del Napoli, sul livello del campionato e persino sulle prospettive della Nazionale. Il punto di partenza è il concetto di “cortomuso”, diventato ormai un simbolo del calcio italiano contemporaneo e, secondo il giornalista, anche del modo in cui vengono lette molte vittorie di questa giornata.

“Dovrei maledire al cielo quel toscanaccio di Massimiliano Allegri, perché ha rovinato il calcio, ma non tanto per il suo modo di giocare, ma per il suo modo di esprimersi. Essendo lui un appassionato di ippica, ha cognato un’espressione che ormai la fa da padrona, anzi è l’unica che si usa, la famosa vittoria di cortomuso. Una volta si diceva vittoria di misura, come era più giusto esprimersi, ma essendo lui un appassionato di ippica e avendo anche dei cavalli, ha cognato questo termine per dire sì vabbè voi fate tutti i professoroni del piffero, però poi alla fine a me basta vincere anche di cortomuso, cioè se il naso di un cavallo è davanti all’altro ha vinto lui e quindi anche l’uno a zero va più che bene.”

Da qui l’analisi si allarga al turno di campionato, letto come l’ennesima conferma di una Serie A dominata da risultati stretti, partite bloccate e successi di misura. In questo quadro rientra anche il successo degli azzurri a Cagliari, arrivato con il minimo scarto ma accompagnato, sottolinea Chiariello, da una solidità difensiva che mancava da settimane.

“Devo dire che è stato preso in parola, perché la giornata di campionato ha visto delle sette squadre che comandano la classifica ben quattro vincere appunto di corto muso. Ha vinto il Milan 3-2 con il Toro, il Napoli a Cagliari 1-0, un gol dopo un minuto e mezzo che è bastato per portare a casa la partita, con un clean sheet che mancava da 11 partite consecutive se era preso il gol e questa era la dodicesima. Clean sheet, ormai dobbiamo usare i termini inglesi, la porta è inviolata, una volta si parlava più facile, oggi bisogna fare i soloni, i professoroni, i termini di oggi che sennò non si è aggiornato.”

Nel suo ragionamento trovano spazio anche il rendimento delle rivali e il momento delle squadre che stanno salendo di tono. Chiariello si sofferma in particolare sul Como, descritto come la formazione più brillante del momento per qualità del gioco e continuità di risultati, e contrappone questa crescita al passo falso della Juventus, frenata dal pareggio contro il Sassuolo.

“Io penso che Alessandro Manzoni ci abbia insegnato molto con la Azzeccacarbuglie che a volte l’ignoranza la si maschera con i termini colti o fintamente tali, sarebbe più bello parlare semplice. Sette squadre diciamo, Milan, Inter, la Roma che ha vinto con un gol del ragazzino preso dal Olympique de Marseille, Robinho Vaz, e un salvataggio di Hermoso clamoroso sulla linea di porta, e l’Atalanta che contro il Verona, che ha poco da chiedere a questo campionato, ha vinto con un gol del terzino Zappacosta di misura.”

“Chi sta facendo un altro campionato dal punto di vista del gioco, del modo di stare in campo è il Como, che contro un’altra squadra dell’élite come il Pisa ha corso da par suo, come sta facendo in questo momento, a forza cinque, è una squadra che va a forza cinque perché cinque sono i gol che ha fatto, ma cinque sono anche le vittorie consecutive del Como che superano il Napoli che è a quota quattro, perché il Napoli ha inanellato la striscia importante, 2-1, 2-1, 2-1, 1-0, tutte di cortomuso. Il famoso Scansuolo, come a Napoli si è sempre detto, bene ha fatto, è andato a pareggiare niente poco di meno che a Torino con la Juventus del tanto acclamato Luciano Spalletti. Spalletti ha cambiato la Juve, Spalletti sta facendo un miracolo, Spalletti qua, Spalletti là, fatto sta che contro il malaticcio Sassuolo non solo ha pareggiato 1-1, ma si è anche mangiato un rigore con Locatelli che all’ultimo momento si è confuso, è andato a sbattere sul Muric che è il portiere del Sassuolo. Succede di sbagliare i rigori, anche a chi è rigorista, fatto sta che questa caduta della Juve, perché è una caduta, fa molto rumore, la Roma lo appaia, il Como si distanzia, attenzione il Como ha cinque punti dal Napoli e ci deve ospitare e in questo momento la squadra è con più entusiasmo di gioco e di sostanza.”

Sul Napoli, però, il giudizio è più articolato. Da una parte ci sono i numeri, che restano importanti e tengono viva la corsa al secondo posto. Dall’altra c’è un limite che il giornalista considera strutturale: la squadra, a suo avviso, non riesce quasi mai a controllare davvero le partite e finisce per vivere sempre in equilibrio precario, anche quando porta a casa i tre punti.

“Ma guardando le cose di casa nostra, il Napoli in questa stagione 19 vittorie su 30 partite che non sono poche, perché il Napoli ha un pregio, il fatto negativo è che ha perso troppo, 6 partite, tutte in trasferta, il fatto positivo è che in casa è un fortino, il Maradona, e che soprattutto il Napoli pareggia poco e questo è un grande vantaggio nel calcio dei tre punti. 19 vittorie, 13 le ha fatte tutte di misura, perché è una squadra che non sa chiudere le partite, è un fatto endemico, è un fatto proprio strutturale di questa squadra, che non ha la capacità di palleggio, non è una squadra di palleggiatori, il Como è una squadra di palleggiatori. Il Napoli non sa mettere la palla in cassaforte, non sa congelare la partita, però quando attacca, attacca in maniera stanca e lenta e vedere le partite del Napoli non è sempre gradevole, ma a noi a questo punto del campionato ci interessa la bellezza?”

Nella lettura di Chiariello, la gara di Cagliari non sarà stata spettacolare, ma ha comunque restituito una certezza: gli azzurri hanno concesso pochissimo, quasi nulla, e hanno portato a casa il risultato senza soffrire realmente. Per questo il dibattito tra bellezza e concretezza gli appare secondario rispetto alla classifica e al peso di questa fase della stagione.

“Mi chiedo e domando a quelli che dicono che è brutta la partita a Cagliari, ma brutta anche per colpa del Cagliari che non ha affatto un tiro in porta, che loro hanno un solo modo di giocare, palla a Palestra, se sfonda lui mette la palla dentro e qualcuno o qualche gol lo fa, Gutierrez l’ha letteralmente bloccato da un lato e dall’altro del campo e il Cagliari non ha trovato nessuno sbocco, tranne la palla finale in mezzo all’area con Spinazzola che ha spazzato tutto, il Napoli non ha sofferto niente, Milinkovic-Savic poteva andarsi a prendere il caffè, non se ne sarebbe accorto nessuno, quindi rischi zero, partita brutta, sì, ma cosa ci importa? Oggi stare ancora a discutere i giochisti, i risultatisti, per esempio oggi hanno vinto i risultatisti Conte e Allegri, hanno perso i giochisti italiano, però poi vince Fabregas, sono discussioni inutili e stupide.”

L’editoriale poi guarda oltre il singolo turno. Per Chiariello, senza la lunga serie di infortuni il Napoli sarebbe stato pienamente dentro la lotta scudetto. Adesso, però, l’orizzonte più concreto diventa il secondo posto, con la possibilità di superare il Milan subito dopo la sosta e dare un peso diverso anche alle future valutazioni societarie sul gruppo e sul tecnico.

“Quello che conta è che se il Napoli non avesse avuto gli infortuni che ha avuto certamente oggi parleremmo di lotta scudetto. Giustamente Conte ora alza la testa e come disse dopo la partita con l’Inter, se vogliamo possiamo, perché il Napoli mise proprio sotto l’Inter con Billing pareggiò quello che sembrava un mancato sorpasso, ma che invece fu il gol dello scudetto di fatto. Ora guarda finalmente in avanti, il che vuol dire che chiaramente l’occasione di arrivare secondo è ghiotta, perché ora c’è il Milan dopo la sosta della nazionale e il Napoli è a un solo punto dal Milan, lo può sorpassare e questo sarebbe certamente un finale di campionato molto più interessante che accontentarsi di arrivare tra i primi quattro. Cambia anche la prospettiva dei ragionamenti che si faranno poi a tavolino dopo, su chi confermare, se puntare ancora su questo gruppo, se rinnovarlo subito, se lui rimane, se non rimane, come è molto probabile che sia, lui rimane, è molto probabile che c’è il terzo anno di contratto, se c’è identità di vedute non vedo perché non dovrebbe rimanere, non avendo neanche grandi alternative, perché quest’anno la Juventus dietro alle spalle non ce l’ha.”

Il passaggio finale è il più netto nei toni. Il giudizio sul campionato è severissimo, quasi una bocciatura complessiva del livello espresso dalle grandi del torneo, soprattutto se confrontato con il ritmo, i gol e l’intensità mostrati in Champions League. Da qui nasce anche la preoccupazione per il momento della Nazionale, tra convocazioni, acciacchi e una qualità generale che appare distante da quella vista sul palcoscenico europeo.

“Io penso che questo campionato sia orrendo e lo dico chiaramente, se consideriamo che le migliori della classe vincono 1-0 giocando in maniera tattica, molto tattica, dopo che abbiamo visto dei turni di Champions con risultati scoppiettanti, dove ci sono stati confronti dove si è finiti 7-5 nel doppio confronto, 8-3, 10-2, cioè gol, azioni, 1 contro 1, giocate bellissime, c’è un altro pianeta. Io penso che questo campionato stia diventando veramente una sbobba inguardabile e sono molto preoccupato per la nazionale, perché avessimo avuto due partite in casa, il sorteggio ci fosse stato benigno, sarebbe stato molto più sereno, ma il fatto è che ci dobbiamo andare a partite terminanti fuori casa, non sarà semplice né facile. Gennaro Gattuso ne ha convocati 28, qualcuno già si è fatto male, Scamacca marca visita, Bastoni non sta bene, Mancini oggi è uscito, abbiamo problemi in difesa, problemi in attacco, Tonali è stato recuperato all’ultimo momento, l’uomo più importante del centrocampo, insomma questo è quello che passa il convento.”

Anche sull’ultimo tratto di stagione del Napoli, la chiusura resta prudente. Il recupero degli uomini chiave può dare una mano, ma non basta per cancellare i rimpianti accumulati fin qui. Il secondo posto resta un obiettivo concreto, ma non sufficiente a eliminare dubbi sul mercato, sugli infortuni e sul cammino europeo degli azzurri.

“Chi ha visto la Champions in settimana e chi ha visto qualche partita di questo campionato, sinceramente c’è un abisso. Noi oggi dobbiamo sperare davvero che con il recupero di De Bruyne, di McTominay, di Højlund, che è tornato a essere servito qualche volta, perché questo povero ragazzo fa una guerra tutta da solo, senza nessuno in grado di dargli una palla giocabile, insomma possiamo sperare davvero in un bel finale di stagione, ma io tutto questo entusiasmo che vedo in giro, grandi rimonti, grandi sogni, io non ce l’ho, ve lo dico sinceramente. Mi auguro davvero che Napoli finisca secondo, ma rimarrà per me una stagione dei grandi rimpianti e a fine stagione vorrò sapere però di chi è la responsabilità di tutto quanto è accaduto sul mercato, per gli infortuni e perché siamo usciti dalla Champions in maniera così grave, perché trentesimi su trentaseiesimi a me non è passata.”

Fonte foto in evidenza  — Archivio —

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