Diciamocelo chiaramente: quello che sta facendo Antonio Conte a Napoli ha dell’incredibile. In otto mesi ha preso una squadra allo sbando, arrivata decima l’anno scorso, e l’ha portata a lottare per il campionato. E De Laurentiis che fa? Ci pensa davvero a rischiare di perderlo a fine stagione?
Se diamo un’occhiata alle quote di inizio stagione, la situazione è ancora più clamorosa. I bookmakers non avevano dubbi: Inter super favorita (quotata tra 1.75 e 1.80), poi Juventus (4.50-5), Napoli (5-5.50) e Milan più staccato (7.50). Oggi la musica è completamente diversa: gli azzurri guidano la classifica e i migliori siti di scommesse li danno per favoriti. E pensare che il progetto iniziale prevedeva “un anno di rodaggio”. Ma con Conte i piani sono saltati, in meglio ovviamente.
L’architetto della rinascita: tattica e mentalità
Per prima cosa, Conte ha raccolto macerie. Non è arrivato in una situazione normale, ma in un contesto drammatico: spogliatoio demotivato, niente coppe, appeal internazionale quasi azzerato. Chi altro avrebbe messo la faccia in una situazione del genere? E non si è limitato a fare il “traghettatore”: ha cambiato l’aria, le parole, la mentalità. Nello spogliatoio ora si parla di lavoro, sudore, sacrificio. Non sono più concetti astratti, ma cose che si vedono ogni domenica in campo.
Poi c’è la questione tattica. Quanti allenatori conoscete capaci di cambiare continuamente pelle alla squadra mantenendo risultati e identità? Dal 3-4-2-1 al 4-2-4, poi 4-2-3-1, 4-3-3, 3-5-2, 4-4-2… il Napoli di Conte è un camaleonte tattico. E non è un vezzo, ma una necessità: con tutti gli infortuni e i problemi avuti da gennaio in poi, un tecnico meno flessibile avrebbe perso la bussola quasi sicuramente.
C’è anche un dettaglio non da poco: la forza difensiva. Il Napoli ha solo il quarto attacco del campionato, eppure è primo perché ha la difesa meno battuta d’Europa. Qualcuno ricorda com’era la fase difensiva l’anno scorso?
L’effetto Conte: mercato, Champions e futuro
Poi c’è l’effetto calamita di Conte sul mercato. Lukaku e McTominay non sarebbero mai venuti a Napoli senza di lui. E guardate cosa sta tirando fuori dallo scozzese: gol, assist, personalità. Ha trasformato un giocatore criticato al Manchester United in un centrocampista totale. Stessa cosa con Politano, che proprio con Conte all’Inter aveva fatto le valigie dopo pochi mesi, e ora a 31 anni corre più di un ventenne diventando insostituibile.
E la Champions? Già garantita dalla matematica. Non male per chi è arrivato decimo l’anno scorso…
Se De Laurentiis sta facendo i conti per capire quanto costa tenere Conte, dovrebbe fare anche quelli per capire quanto costerebbe perderlo. Perché con Antonio in panchina il Napoli ha una certezza: non si accontenterà mai. Con nove scudetti in bacheca tra carriera da calciatore e allenatore, sa come si fa.
La domanda vera non è se Conte meriti di restare a Napoli, ma se il Napoli possa permettersi di perderlo. E la risposta, guardando cosa è successo in questi otto mesi, sembra abbastanza ovvia.

