Antonio Corbo scrive sulla vittoria del Napoli contro l’Udinese nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’
“Bene Rog e Zielinski, convince anche Maksimovic, non sono bocciati Ounas e Giaccherini. Questi i verdetti che il Napoli aspettava. La Coppa Italia, che lo promuove ai quarti di finale del 2 gennaio, certifica l’invocata qualità delle seconde linee. C’è Insigne, c’è Mertens, tornerà Hamsik, ma non c’è mica il nulla oltre la forza, l’agilità e la ricerca estetica della capolista. Oddo è allenatore felicemente trasformista. Si presentò in A proprio contro il Napoli con un avvio forsennato, subì il pareggio nel finale, ed altre bastonate più avanti, fino ad essere licenziato dal Pescara.
Come se l’Udinese avesse assunto solo un omonimo: si chiama ancora Oddo, ma è un offensivista pentito, un eretico di ritorno. Si difende come nella vittoria di Milano sull’Inter: un 5-3-2 per bloccare il Napoli là dov’è più forte. L’Udinese piazza lo squadrato Matos su Jorginho, che svolge bene il suo compito ma spesso delega il gigantesco Koulibaly, a sua volta pronto a sostenere anche Maksimovic, solo all’inizio frastornato dalla sofferta emarginazione, ma convincente nella ripresa, quando scopre di essere ancora in serie A e ritrova i ferri del mestiere. Il Napoli è forte nel possesso palla, ed ecco che l’Udinese si consolida a centrocampo, chiudendo le linee. Ma non basta. C’è Insigne in agguato, e il Napoli ritrova la fascia sinistra.
L’Udinese ce la fa a resistere nel primo tempo, ma non di limitare qualche pregio dell’abbondante turnover. È quello che la società, non solo il pubblico, vuol vedere: quanto vale la panchina. Zielinski è ormai un titolare associato, e dimostra qualità tecniche elevate anche quando esagera nel controllo di palla in spazi stretti. Rog, come un mastino finalmente senza collare, sente che la prateria è tutta sua. Ma all’incontrollata irruenza di tante volte, penalizzato da margini di minuti, aggiunge stavolta un senso geometrico della costruzione, proponendo passaggi lunghi in verticale. Non solo contrasti puntuali. Rog entra infatti nella vicenda del primo gol, perché si impossessa della palla, resiste a due avversari, l’arbitro Pasqua dà seguito al lancio dello stesso Rog per la norma del vantaggio, e Insigne appena entrato brucia Widmer, purtroppo per l’Udinese da poco in campo”.

