Pubblicato il: 24 Giugno 2019 alle 6:25 am

Corbo: “Davvero pensate ADL che spende 40 mln per far felice Ancelotti? Sono 3 i motivi dietro tanta determinazione”

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Corbo: “Davvero pensate ADL che spende 40 mln per far felice Ancelotti? Sono 3 i motivi dietro tanta determinazione”

Antonio Corbo sottolinea e commenta la determinazione di ADL nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’.

“Alla svolta dei quindici anni, il calcio riscopre Aurelio De Laurentiis. Non è più l’ansioso presidente seduto accanto a Pierpaolo Marino, preoccupato di imparare tutto e subito, come nell’auto a doppio comando della Scuola Guida. Ma neanche il dirigente condizionato da scatti d’ira, come quella volta a Madrid, quando per una notte rimase senza allenatore.

Quindici febbraio 2017, Sarri umiliato dal presidente dopo la sconfitta con il Real in Champions (3-1) era pronto a mollare il Napoli. Il nuovo De Laurentiis adesso studia le parole meglio dei suoi conti. Non spreca un euro, ed oggi neanche le sillabe. Nell’ultima intervista c’è il suo nuovo rapporto con Ancelotti. Davvero pensate che De Laurentiis sia cambiato al punto da spendere 40 milioni per far felice il suo allenatore comprandogli un giocatore che non considera utile? È una strategia, chiaro.

De Laurentiis e Ancelotti hanno smesso di amarsi. Ma si rispettano nei ruoli. È successo qualcosa, l’improvvisa flessione ha deluso il presidente. Tra febbraio e aprile 17 punti persi su 33, la Juve lontanissima, l’addio a Europa League e Coppa Italia, la fuga del pubblico con una perdita media di 12mila spettatori, lo sconcerto degli sponsor: tutto questo ha aperto tra i due un confronto senza neanche il velo dell’ipocrisia.

Ora c’è un allenatore che al contrario di Mazzarri e Sarri fa nomi e cognomi dei giocatori che gli servono, perché sa che si apre per lui una stagione senza alibi. Li pretende. E c’è un presidente rassegnato ad acquistarli, anche controvoglia, ma che già mostra il conto: non ammette errori quest’anno. Con tutto quello scetticismo su James Ridriguez carica di responsabilità Ancelotti. Basta parlare di motivazioni, basta crisi atletica, basta malanni muscolari.

Ha rinnovato anche le gerarchie nello staff medico, ascoltando il parere Ancelotti, di suo figlio David, del preparatore atletico Mauri, dell’assistente dei portieri Nista. I quattro in rapporti sempre tesi con il capo de medici, Alfonso De Nicola.

De Laurentiis non era stato mai così determinato nel pianificare la nuova stagione. La svolta è brusca, molti i motivi oltre l’improvvisa flessione di punti e incassi, evidenti i segnali.

1) Non dirige il mercato da solo, ma media tra le richieste di Ancelotti e le risorse del club. La stessa formula del prestito con eventuale riscatto è molto prudente. Il Napoli solo su James Rodriguez, il giocatore che solo con Ancelotti dà il massimo, è disposto a rischiare 7 milioni, non 40. Allenatore e fantasista: questa è una scommessa che li lega l’uno all’altro. Così Manolas, il difensore romanista di indubbio valore e ruvido temperamento.

2) Il mercato è condotto per la prima volta da due mediatori internazionali. Jorge Mendez per James, Raiola per Manolas e Lozano in arrivo e Insigne in possibile ma non certa partenza. Il direttore sportivo segue con attenzione il resto del mercato per le cessioni (Verdi, Diawara, Mario Rui, Hysaj, Ounas, Rog) ma deve attrezzare anche il Bari attraverso un suo collaboratore.

3) De Laurentiis segue le mosse di Sarri. Non ha ancora commentato quel capolavoro di diplomazia torinese () ma prepara la sfida. Non tralascerà nulla per vincerla. Neanche l’ipotesi di un tentativo per ottenere Icardi in prestito con la formula trovata per James. È il grande dubbio di queste ore: aspettare l’ultimo giorno per il colpo ad alto rischio o proporre l’affare all’Inter appena possibile”.

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