Antonio Corbo scrive su Juve-Atalanta nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’
“Nel tormentato duello fra Napoli e Juve, rimane sotto la neve l’ultima polemica. Sarebbe di sicuro esplosa. Il rinvio della partita ha sventato una originale formazione dell’Atalanta. L’imprudente Gasperini, dovendo incontrare la Juve ieri sera in serie A e mercoledì in Coppa Italia, aveva rivelato: rimescolamento, si dice così?
Alle 16.55, un’ora prima della partita, ha consegnato la lista all’arbitro. Per la Juve, rivale scudetto del Napoli, erano pronti i giovani Gollini (portiere), Castagne, Palomino, Mancini, Rizzo, Melegoni, Gosens, Haas. Dei titolari noti solo Toloi, De Roon, Cornelius. Esiste ancora l’obbligo di schierare la migliore formazione possibile?
I rapporti di mercato tra Juve ed Atalanta si conoscono. C’erano tutti i motivi per liberare veleni e sospetti su questa strana sfida tra il fanciullesco entusiasmo del Napoli ed una Juve spesso guidata da buone stelle. Gian Piero Gasperini a quale codice etico si è ispirato? In attesa del 14 marzo, data probabile del recupero, rifletta sugli effetti negativi di quella formazione: sul campionato e sulla stessa Juve, che non chiede certo di giocare contro squadre ombra.
Il Napoli stasera a Cagliari può allungare il vantaggio da 1 a 4 punti, partita molto complicata fino al primo gol, poi gli avversari cedono a isteriche rimonte e rischiano di sfasciarsi. È una opportunità in vista del prossimo incrocio scudetto. Sabato la Juve nel pomeriggio va a trovare una Lazio mai morbida, in serata il Napoli riceve la Roma. Sarri ha un commando di irriducibili, ma guardi un po’ anche la Primavera. La vittoria della squadra di Loris Beon, 2-3 a Torino proprio con la Juve, segnala un tesoretto tecnico finora trascurato. Un po’ come il sorprendente Tonelli riemerso a Lipsia.
Un discorso che Benitez aprì tardi, aveva già la valigia all’uscio. Strutture, campi, vivai. Non è mai troppo presto per parlarne con Sarri. E finora non è stato fatto. Per il futuro tra De Laurentiis e Sarri è tutto come prima: a zero.Si leggono molte favole. Belle, ma sono favole. Peccato”.

