Corbo: “La Roma non molla. Higuain neanche. Interessanti le dichiarazioni di Reja a fine gara…”

Antonio Corbo scrive su Napoli-Atalanta nel suo editoriale per Repubblica, il Graffio

La Roma non molla. Higuain neanche. In una sofferta serata di pioggia si vede tutto più chiaro. Si immagina una partita difficile a Torino per un Napoli apparso stanco, non si immagina invece come farà la squadra se andrà via un bomber di dimensioni straordinarie. Basta raggiungerlo con un cross giusto, al resto pensa lui.
Interessanti dichiarazioni di Reja amabile gentiluomo dopo la sua onesta partita. Rivela gli inizi di Hamsik, rende omaggio a Marino, che pescò anche Lavezzi. Cominciò così il Napoli a volare alto, c’erano intelligenza tecnica e capacità di scouting.
Curioso anche il retroscena di un colloquio di Reja con Benitez per dirgli, a gentile richiesta di De Laurentiis, che era da preferire per Hamsik una posizione diversa, con centrocampo non a due ma a tre.

Diventa Come se avesse giocato tutt’e due le partite di un insolito lunedì: quella della Roma e la sua. Il Napoli stanco e lezioso esalta la dinamica geometria del vecchio maestro, Edy Reja è tornato nello stadio amico con il suo stile: né rivalsa né sconti. Gli somiglia proprio l’Atalanta, per l’incisiva sobrietà della sua partita. Si è sistemata in campo evidenziando subito dopo il 31esimo gol di Higuain le luci più fioche del Napoli: la prima è quella di Jorginho, attaccato da Diamante schierato solo nel primo tempo tra le linee in un decoroso 4-2-3-1.

Cambia partita la sostituzione di Diamanti. In condizioni imperfette comunque ispirava Borriello e disturbava il Napoli che all’inizio della ripresa sembra sbloccarsi: è la chiave tattica della serata, perché ritrova in parte Jorginho, riprende tono e campo, allarga il gioco anche a destra, dove Callejon tiene a bada Dramé e avanza sicuro Hysaj, senza perdere di vista Kurtic. Ma non esplode la sinistra perché Hamsik e Insigne inseguono finezze o gol personale. Meglio Hamsik, comunque. Sarri invece comincia a stancarsi dell’annoiata vanità del giovanotto di Frattamaggiore, ritirandolo per Mertens. Senza agitarsi Reja supera la buriana sistemando di nuovo l’Atalanta: dà pieni poteri a Cigarini che il Napoli di Mazzarri quasi regalò all’Atalanta, il centrocampista riordina il reparto, ma nulla può contro un Napoli che ha due invalicabili punti di forza. Il primo è Koulibaly che svetta con Albiol in difesa supplendo anche ai disagi di Ghoulam nel confronto con D’Alessandro vivacissimo ma solo nel primo tempo. L’altro è Higuain che converte nel 32esimo gol uno scambio largo con Callejon. Offre con la sua nona doppietta una vittoria sofferta e di immenso valore. De Laurentiis lo accompagna nell’uscita dal campo con lo sguardo di una precoce nostalgia.

Non sa mentire il calcio: la partita quindi segnala la straordinaria dimensione del bomber argentino. Perché nel finale, Higuain ormai fuori, si apre uno squarcio nella affannata organizzazione difensiva, giusto per mettere i brividi al Napoli con il labile 2-1. Ma ci si mette ancora la sapiente regia del calcio: c’è spazio per Sportiello che si presenta così al suo probabile, prossimo club con due interventi risolutivi. La grande festa svela i timori di ieri. E dà coraggio per la prossima domenica: il Napoli, questo Napoli, può agilmente vincere in trasferta con il Torino?

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

View all posts by Carmine Gallucci →