Antonio Corbo, nella sua rubrica “Il Graffio”, sulle colonne de La Repubblica pone interrogativi sul momento poco brillante attraversato dal Napoli.
Corbo si interroga sul mancato arrivo di Tonali. Il rgistra bresciano fu proposto al Napoli due anni fa.
“Dopo sei partite il Napoli è solo quarto. Dopo Inter, Juve, Atalanta. Delle tre, l’Atalanta si propone come vera protagonista per regolarità. Ha segnato con il Napoli più di tutti, 15 gol. Ma ne ha presi 9, uno meno. Per Ancelotti è urgente accelerare, ma anche sistemare la squadra. Sembra troppo morbida. Le dichiarazioni di Mertens, uno dei migliori, fanno pensare. Dice che , e ritiene che il Napoli abbia sbagliato il secondo tempo, dopo aver giocato bene nel primo.
Conoscendo la banalità che fa da scudo ai calciatori, Mertens dice abbastanza per non essere preso sul serio.
Ancelotti ha schierato la migliore formazione possibile. Logico l’assetto della mediana: Callejon, Allan Fabian Ruiz, Zielinski. Il 4-4-2 con Callejon e Zielinski funziona meglio con con Insigne a sinistra. Nella ripresa il calo di Fabian Ruiz e soprattutto di Zielinski ha in parte determinato gli squilibri.
Anche la coppia Mertens – Llorente sembra da preferire ad altre soluzioni.
Se qualcosa è purtroppo cambiato, emergono questi dubbi:
1) Nella squadra molti non resistono 90 minuti.
2) Balotelli ha segnato di testa come Castro del Cagliari mercoledì scorso. Va registrata la difesa sui cross che arrivano dalla sua sinistra.
3) Sul 2-1, il Napoli ritira Llorente e infila il mediano Elmas. Un cambio all’antica. Forse Llorente poteva essere sostituito con una punta che tenesse ancora alta la squadra.
4) Tonali migliore in campo. Fu proposto al Napoli due anni fa. Nel Brescia segretario generale era il napoletano Della Corte. Chiaro errore di valutazione. Al momento, sembra molto più forte di Barella, che pure il Napoli ha inseguito.
Il settimo turno presenta a Milano Inter-Juve. Vincendo a Torino, con il Toro di Mazzarri, il Napoli più recuperare punti su una delle due o su tutt’e due. Nel mezzo c’è l’incontro di Champions con il Genk. Tocca ad Ancelotti programmare un turnover vincente. Ma anche scuotere la squadra evitando pause e atteggiamenti leziosi nelle conclusioni.”
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