Antonio Corbo “risponde” all’ex patron dell’Inter Massimo Moratti attraverso le pagine del Graffio per Repubblica
Una ventata di euforia arriva dalla Milano interista. Massimo Moratti, eterno ex presidente, ha già rivelato a Radio Deejay come finirà il campionato. Sa tutto, beato lui. «Per la Juve sarà una passeggiata». L’inaffondabile dirigente non dà speranze al Napoli. Buon segno. Avendo sbagliato e sprecato tutto, prima e dopo l’era Mourinho, non racconta molto della sua travagliata gestione, degenerata in una voragine di debiti consegnata alla finanza orientale: saranno indonesiani e cinesi a salvare l’Inter. Moratti, dopo aver speso l’impossibile con l’aiuto di Tronchetti Provera, preferisce leggere il futuro. Il Napoli si augura che sbagli anche stavolta.
Sembra già un errore escluderlo come rivale della Juventus, avendo De Laurentiis chiuso il mercato più difficile e dispendioso della serie A. Sconvolto dalla fuga clandestina di Higuain, ha mostrato quanto sia facile incassare ma complicato reinvestire. Sarà tutto più chiaro dopo Natale. Il Napoli avrà una certificazione di stabilità se De Laurentiis e Sarri sapranno superare l’esame più delicato: reinventare se stessi. Devono entrambi cambiare.
De Laurentiis, esuberante presidente che attraversa agilmente odio e amore della città, ci sta provando. Ha già abbassato i prezzi delle curve da 40 a 25 euro per Napoli-Bologna. Anche Sarri, un giorno o l’altro, dovrà uscire dai suoi criptici silenzi. De Laurentiis, inoltre, lavora per rendere più solido il programma. Parte per i mercati orientali con l’aiuto di una giovane consulente. Al contrario dell’Inter che si consegna con i suoi debiti agli stranieri, il Napoli ha l’orgoglio di sedurre i paesi emergenti del calcio con il fascino del suo brand. Elevare i fatturati è un passaggio fondamentale per essere più competitivo negli acquisti, quindi nei risultati. Non c’è crescita se gli incassi ristagnano.
Dal mercato il Napoli esce più solido, con qualche difetto di fabbrica. Alle imperfezioni dovrà pensare Sarri. È pronto a rimodellare la squadra? È un salto di qualità che si chiede al suo laboratorio. Il campionato l’ha premiato con una valanga di record: punti, gol, vittorie. Ma il campionato l’ha vinto la Juve. Per ridurre la distanza dai campioni, il Napoli doveva cercare giocatori di esperienza e personalità. Ha scelto, invece, un secondo profilo. Giovani molto quotati e costosi. Fissando già la condizione risolutiva, accetta anche il rischio di perderli ma a caro prezzo. Una seconda Udinese, ma con investimenti e introiti molto più alti. Tocca a Sarri assemblare vecchi e nuovi, variando moduli e formazione. Dovrà anche nascondere qualche imperfezione. Mancano, infatti, i sostituti di Callejon, monarca della destra, e di Allan, unico mediano d’interdizione. Al 4-3-3 può sostituire anche in corsa il 4-3-1-2 con Mertens o Insigne rifinitore. Jorginho e Hamsik dovranno difendersi, invece, dalla concorrenza di Zielinski, Rog e Diawara.
Il bravo Sarri può dimostrare di non essere inchiodato ai vecchi schemi. Meglio se riprenderà a parlare, spiegando davvero che pensa del Napoli e come intende guidarlo. La sua missione, che parli o no, è segnata. Deve inventare, cambiare, vincere.

