Imbarazzante: il club che da mesi annuncia una serrata lotta per lo scudetto, balla al terzo posto con due formazioni che affogano al quartultimo, Bologna e Chievo hanno ciascuna 26 punti meno del Napoli, precipitato in vasto enigma tattico. Se prima aveva un formidabile potenziale offensivo ma sbandava in difesa, da ieri rivela un diffuso squilibrio, una mediocrità costante, un grigiore che ne appanna scatti e schemi. È in ritardo nei contrasti come lo èBenitez: non replica alle arguzie tattiche del giovane Corini, un eccitato sbarbatello che sistema in campo il Chievo operaio meglio del cadenzato Napolimilionario.
Comincia una fase di emergenza con tre picchi. Primo: la presunzione di Benitez che nel primo tempo gioca a centrocampo con due (il tenace Inler e lo svagato Dzemaili) contro una linea a 5 che al Chievo dà tutta l’ampiezza per dominare il gioco. Secondo: il dilemma di Hamsik che vaga come un relitto nella scia di Higuain, senza fornire assist al bomber nè aiuto ai mediani, anzi si crea tra quella cresta da divo dei fumetti e il centrocampo un cuscino d’aria, una fascia vuota, una terra di nessuno che il Chievo occupa subito in orizzontale.
Jorginho giocherà solo mezz’ora, mediano corretto ma non risolutivo in un Napoli tutto all’assalto. Terzo: è così involuto il Napoli visto ieri che diventa difficile capire come e dove il mercato possa riportarlo alla zona Champions. Forse è un caso, ma è fatale un’altra squadra con difesa a 3. Accadde con l’Udinese, peggio con la Juve. Il Chievo blocca infatti il Napoli nel primo tempo con gli esterni: Sardo a destra si infila alle spalle di Mertens mettendo a disagio Reveillere e Dzemaili anche nell’azione del primo gol, sull’altro versante Dramè controlla Maggio restituito alla sua mediocre forma dopo solo due buone prove.
Al centro Bentivoglio e il più debole Hetemaj impegnano Dzemaili e un più attento Inler, lasciando a Rigoni tutto lo spazio per creare gioco. Potrebbe il Napoli reagire con le celebri ripartenze: ma Callejon è spento,Hamsik poco ispirato. C’era da attendersi un solo correttivo da un allenatore più duttile e meno sicuro del suo modulo: mettersi a specchio. Quindi: difesa a 3 (Albiol, Britos, Reveillere) con Maggio e Mertens esterni, centro meglio presidiato con Jorginho tra Inler e Callejon, Hamsik poco più avanti, di raccordo tra squadra eHiguain. Ma l’umiltà non è di questo mondo, nè di questo Napoli.
Antonio Corbo per La Repubblica

