Lento in classifica, ancora troppo lento il Napoli. Corre solo sul campo e fino in fondo con eccitante assedio finale. La quantità di gioco valorizza il grigio pareggio di Modena con il Carpi penultimo. Qualche dubbio sulla formazione tormenta Sarri, gli indica un tranello da evitare. Non sono compatibili Insigne e Mertens, uno dei due deve lasciare il posto a Callejon nel 4-3-3, come delle ultime cospicue vittorie.
L’ampiezza che rese micidiale il congegno offensivo nelle due partite da dieci gol era creata da due esterni dissimili: si rivelò sofferta ma preziosa contro la Lazio la rinuncia a Mertens, protagonista contro il Bruges 4 giorni prima. Fu una decisione difficile ma corretta. Sarri si è invece illuso di far giocare insieme due esterni simili come fotocopie. Mertens a sinistra e Insigne a destra nel suo 4-3-3, il modulo della svolta. Ma Mertens e Insigne possono davvero convivere? Sembra di no. Lo riconosce Sarri quando dopo venti minuti prova già ad invertirli. Ma che i due si somiglino troppo per essere schierati insieme, lo ribadisce la partita di Modena. Perché i due esterni del Napoli sono entrambi destri che splendono a sinistra, avendo la stessa tecnica di ingresso in area. Si appoggiano al piede debole, il sinistro, poi finta e controfinta per una sterzata che li porta sul destro: con palla scoperta, per tirare o passare.
Spedire a destra Insigne o Mertens significa opacizzarne talento e inventiva. Peggio, quando a sinistra il Napoli non ha la spinta di Ghoulam messo alla frusta da Matos e da un discontinuo Hamsik. Né Valdifiori ha raggiunto la disinvoltura (o personalità) sufficiente per guidare il gioco, se non con ruvidi passaggi in verticale. L’ingresso di Jorginho diventa quindi indispensabile nella ripresa.
La pressione ha l’effetto di comprimere il Carpi, raccolto nella sua metà campo, ma compatto ed elastico come un muro di gomma. Si difende con un 5-4-1 stretto la squadra neopromossa. Molto tesa, quindi. Le distanze ravvicinate all’interno del Carpi non consentono al Napoli di infilarsi con il suo veloce possesso di palla: difficile mettere insieme gioco corto con triangoli, palleggio e rapidità.
Sarri attende abbastanza per dare una scossa. Comincia da Valdifiori per dare più lucidità e ordine con il collaudato Jorginho, prosegue con Gabbiadini che finalmente rileva Mertens è dà una variante tattica: Higuain si ritrova un’altra punta accanto, il nuovo assetto invita Hamsik a inserirsi più spesso fino all’ingresso di Callejon in un assetto sempre più spregiudicato, sulla fascia destra è intanto generoso Hysaj nel coprire e proporre, dimostrandosi elemento di pregio. Si intravede un confuso ma veemente 4-2-4, con Albiol e Koulibaly che braccano i contropiedisti del Carpi, ma soprattutto un energico Callejon, che vola ovunque, forse per rivendicare negli ultimi minuti il diritto a giocare dal primo. Sarri che prende sempre appunti non potrà dimenticarlo sabato, Callejon più di altri è da Juve.
Fonte: Antonio Corbo per Repubblica

