Corbo: “Vittoria nello stadio vuoto, che succede?”

   

CORBO 2710Il giornalista de La Repubblica, Antonio Corbo, parla nel suo editoriale della gara di Coppa Italia tra Napoli e Udinese:

Troppo stress, ma il Napoli affronta ormai i rigori con velato ottimismo, dopo la vittoria nella Supercoppa a Doha con la Juve. La vittoria è troppo concitata per un avversario ordinario come l’Udinese. Inutile censurarla, il passaggio ai quarti era l’obiettivo ed è stato centrato. Sorprende l’assenza del pubblico, invece. La società e gli stessi giocatori devono rilevare questa tendenza. Analizzarla. Capire come interromperla.
Se Napoli dieci anni fa manda 55mila tifosi per l’esordio in C1 con il Cittadella, una sfida per proseguire in Coppa Italia ne meritava di più. Gelida la serata, direte. Temo però che sia diventato meno caloroso il rapporto tra il Napoli e Napoli. Più che della Coppa Italia e del campionato dopo la vittoria di Roma con la Lazio, ho sentito parlare in questi giorni solo del nuovo possibile allenatore, dei dilemmi di Higuain, del futuro mai così indefinito. È un tema che va affrontato.

ANDUJAR para un rigore, Higuain indovina quello che porta il Napoli a sfidare l’Inter nei quarti di Coppa Italia il 4 febbraio, il trofeo che detiene. Ma quanto stress per superare l’Udinese.
L’Udinese gioca come se aspettasse i supplementari. Non disturba il Napoli, che maschera gli squilibri della formazione, è la 26esima su 29. Se i rivali sono così contratti, tocca al Napoli il dominio del gioco. Ma il suo ritmo è basso per il terreno viscido che impedisce il gioco veloce, un tocco e via. E perché il turnover non garantisce mai fluidità. Meno attiva la fascia destra, per l’eccessiva distanza in verticale tra Mesto e un Gabbiadini in evidente disagio. Si ritaglia uno spazio angusto come una gabbia, offrendosi a Gabriel Silva. Ininfluenti le sue avventure al centro. Sulla sinistra è più vivace il Napoli, Strinic si conferma affidabile, si propone al rimorchio di un Mertens che spende mezz’ora per superare lo choc del primo rigore mirato contro la traversa. Lì anche l’Udinese mostra più vitalità, si rivela un esterno destro, il 21enne svizzero Widmer, puntuale nelle chiusure e mai banale in qualche proiezione offensiva. Gli è fatale il fallo su Mertens, suo diretto avversario.
Potrebbe organizzare meglio la fase attiva, ma dei due mediani funziona il più caparbio e versatile, Gargano, ma meno tecnico. Il partner, Jorginho, affonda invece nel disordine delle sue idee. A volte lascia pensare: quando sarà più ordinato e creativo il centrocampista che sfrenate fantasie accolsero come l’erede di Falcao? Il secondo rigore, indovinato stavolta da Jorginho, coincide tuttavia per Jorginho con un recupero di lucidità. Corre molto Hamsik, sbilanciato in avanti come chi gioca con il gol sulla pelle. Basta aspettare.
Qualche domanda se l’è posta Stramaccioni nell’intervallo. Un Napoli così scomposto nel suo caos calmo non lascia troppi spazi liberi? Ci prova quindi l’Udinese e va in vantaggio con Thereau, contropiede di scuola gestito bene da Jaadi. Il tardivo rientro di Strinic e il vuoto al centro sono invitanti come scale mobili. Ma l’espulsione di Widmer, poco dopo l’1-1, obbliga a rivedere tutto. Benitez esclude Gargano per De Guzman, poi lo smarrito Gabbiadini per Callejon. Vuole appesantire l’attacco, finché può. Stramaccioni, preoccupato per l’ammonizione di Thereau, sostituisce il bomber della serata e Jaadi che lo aveva lanciato a rete. Spera in una fiammata finale con Aguirre e Kone, senza temere l’inferiorità numerica neanche nei supplementari. Missione compiuta da Kone dopo il gol di Hamsik, chissà se liberato da ogni ritrosia, Benitez se lo augura. L’Udinese cerca i rigori, il Napoli no. E implora invano Higuain schiodandolo dalla panchina. Per i campioni non è mai troppo tardi. Nel gelo di uno stadio deserto passa il Napoli. Non lo ferma neanche la nostalgia di un pubblico che sta cambiando. Si chieda perché“.

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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