Coronavirus, in America seguono i procedimenti italiani: le ultime
La terapia anticoronavirus è stata prenotata da alcuni ospedali nordamericani e canadesi, diversi pazienti sono pronti a provarla.È a base di tre farmaci esistenti ed è stata progettata in Italia. L’ha messa a punto nei laboratori dell’Università di Camerino il gruppo di ricerca coordinato dal professor Giacomo Rossi, 52 anni, medico veterinario livornese della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria di Unicam.
Il professor Rossi, veterinario appunto, è partito dal coronavirus del gatto, il FeCoV, una patologia grave e senza un vaccino protettivo: spesso ha esito letale. Da lì è approdato, per fasi successive, a un protocollo di cura per gli umani che è stato acquisito dall’imprenditore Francesco Bellini, a sua volta scienziato, cofondatore della società canadese Biochem Pharmache ed ex presidente dell’Ascoli.
Il professor Rossi ha rivelato di aver studiato sui lavori dei medici cinesi, i primi ad aver analizzato il coronavirus 2019, e di essere stato favorito dal forte legame dell’Università di Camerino con il mondo imprenditoriale marchigiano. Lo studio dell’Università di Camerino, grazie al ponte di un medico locale, è stato infatti analizzato dall’imprenditore Bellini, membro del Consiglio di amministrazione di Montreal Heart Institute Foundation e Canada Science Technology & Innovation Council. È nato così il brevetto che, in tre giorni, è stato depositato a Washington Dc. Alcuni ospedali statunitensi e canadesi lo stanno valutando.
“Procediamo con cautela“, ha detto Rossi, “entro un mese dovremmo avere i primi risultati”. Negli Stati Uniti i trials sono più rapidi rispetto all’Europa. Il rettore Unicam, Claudio Pettinari: “Abbiamo messo in campo le competenze dei nostri ricercatori per trovare soluzioni che siano a beneficio della salute pubblica mondiale”.
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