Coronavirus, in Piemonte l’epidemia non ha ancora raggiunto l’apice
Come se ci fosse bisogno di ulteriori conferme, è stato il bollettino diramato ieri dalla Protezione civile a mettere nero su bianco la delicatissima situazione del Piemonte. La nostra regione ha superato l’Emilia Romagna per numero totale di persone finora risultate positive al Covid-19: grazie a un poco rassicurante più 499 casi rispetto a due giorni fa ora sono complessivamente 24.549 i positivi contro i 24.209 dell’Emilia Romagna.
Con i nuovi 66 decessi comunicati ieri dall’Unità di crisi, il totale complessivo è salito a 2.803 vittime. Di queste il 43,4% (1.217) è stato registrato a Torino. Potesse servire come consolazione si può sottolineare il fatto che sono però calati i ricoverati in terapia intensiva (237, 16 in meno rispetto a venerdì) e i ricoverati non in terapia intensiva che sono 2.843, cioè 79 in meno rispetto a due giorni fa. Sale di 298 unità a livello regionale il numero di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia; in totale adesso sono 4.060. Di questi, 2.058 in provincia di Torino. Altri 2.240 sono, sempre secondo l’Unità di crisi, sono «in via di guarigione», ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.
I dati che fanno sperare
Facendo una media su tre giorni la prima cosa che salta all’occhio è il fatto che, al netto di una situazione che resta assai complicata, la crescita dei contagi è scesa di molto. Il 19 marzo, per esempio, l’incremento giornaliero di nuovi contagi era del 25,8%. Due giorni fa questo valore era di appena il 2,8%. Dati alla mano, ciò significa che le misure di contenimento hanno funzionato eccome e hanno portato a un calo della velocità di contagio di ben il 90%.
Un altro dato positivo è quello che riguarda il numero di tamponi. Prendendo sempre come riferimento il 19 marzo si facevano in media meno di 1.300 tamponi al giorno (media su tre giorni, valore esatto 1.278) mentre un paio di giorni fa questo valore era di 6.419 tamponi giornalieri: oltre il più 500%. Situazione in via di miglioramento anche per quanto riguarda le terapie intensive. All’inizio del mese, il primo di aprile, in Piemonte in terapia intensiva c’erano 453 persone, ieri erano 238, quasi la metà (precisamente il 47,5% in meno).
I rischi
A distanza di 9 giorni dal picco dei decessi, mediato su 7 giorni e registrato il 16 aprile, i decessi medi sono calati del 17,4% passando da 91,4 a 75,4. Si tratta di una discesa assai più lenta di quella fatta registrare da altre regioni, per esempio la Lombardia dove il calo è stato del 34% o l’Emilia Romagna in cui le vittime sono diminuite del 24%. Questi dati, uniti al fatto che in Piemonte il picco dei decessi è stato raggiunto con oltre due settimane di ritardo rispetto a Lombardia (primo aprile) ed Emilia (31 marzo) suggeriscono che la ripartenza nella Fase 2 potrebbe essere decisamente più difficile.
Fonte La Stampa.
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