Dalla Champions alla lotta salvezza: “Lasciare Napoli mi è costato molto”

 
 
   

Cannavaro3Dalla fascia di capitano del Napoli a quella del Sassuolo, dalla Champions League alla lotta per non retrocedere. In pochi giorni la vita da calciatore di Paolo Cannavaro è cambiata radicalmente ma il difensore partenopeo è pronto a rimettersi in discussione e a dimostrare al club azzurro che ha fatto male a privarsi di lui.

“Sono sorpreso e felice che appena arrivato qui mi abbiano dato la fascia da capitano. – ha dichiarato a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Il numero 28, che ho sempre indossato in azzurro, era libero e l’ho preso subito. Quanto alla fascia, è una soluzione temporanea perchè il Sassuolo ha già il suo capitano storico, Francesco Magnanelli, al momento infortunato. Per me è stata una bella dimostrazione di stima e di fiducia”.

Nonostante gli emiliani lottino per ben altri obiettivi rispetto alla squadra di BenitezCannavaro, che ha debuttato domenica, è molto motivato per la sua nuova avventura in neroverde. “E’ come una scommessa che voglio vincere. – ha spiegato – Mi rimetto in gioco a 32 anni in una piazza nuova. Gli stimoli per fare bene non mi mancano”.

Naturalmente non è stato semplice per il difensore lasciare la sua città d’origine: “Napoli è casa mia, – ha sottolineato – sono napoletano al 100%, il Napoli sarà sempre la mia squadra. Lasciare la città e il club che mi hanno cresciuto per me è stato un grande dispiacere ma adesso voglio resettare tutto quello che è stato il mio passato e guardare avanti. Mi aspetta una vita nuova”.

“Nessun rimpianto e nessun rancore. – ha tuttavia tenuto ad aggiungere – E’ finita una bella favola perchè prima o poi tutto deve finire. Sognavo di chiudere al Napoli la carriera ma non è stato possibile. Ci ho giocato sette anni e mezzo senza fare una polemica e non inizierò adesso. Il mio momento più bello in azzurro? Quelli vissuti in questi giorni, con tanti tifosi napoletani che mi hanno testimoniato il loro affetto mentre lasciavo Castelvolturno e la festa a sorpresa dei miei ex compagni, guidati da Maggio. Emozioni che valgono più di una Champions”.

E in Emilia Cannavaro ha ritrovato diversi suoi ex compagni: “Prima di tutti l’allenatore Malesani che ho avuto a Verona e Parma. – ha ricordato Cannavaro – L’ho ritrovato uguale, lui sa come salvare il Sassuolo. Poi Pegolo e Floro Flores col quale giocavo nei rioni di Napoli. Siamo confinanti: io della Loggetta e Floro del Traiano”.

Quanto all’esordio sfortunato in neroverde domenica, le attenuanti secondo Cannavaro non mancano: “Il Sassuolo contro il Verona schierava 7 dei 12 giocatori nuovi. – ha evidenziato il difensore – Dobbiamo imparare a conoscerci. E inoltre, vedi l’autorete che ha sbloccato il risultato, siamo stati sfortunati”. La ricetta per la salvezza è chiara: “Esperienza, sacrificio, volontà: così possiamo salvarci”, ha affermato.

Domenica il Sassuolo affronterà l’Inter, poi ci sarà l’incrocio proprio con il Napoli di Benitez. “Contro i nerazzurri servirà la partita perfetta per tornare con almeno un punto. Confido nella voglia di riscattare lo 0-7 dell’andata. Poi per me sarà la prima contro il Napoli, non so come gestirò le mie emozioni”.

Quanto alle possibilità di un ritorno in azzurro in futuro, Cannavaro è netto: “Non credo che tornerò, alla mia età certe scelte diventano definitive. Tra sei mesi scadrà il prestito, deciderò allora il mio futuro”.

Fonte: Goal.com

 

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