Le parole del patron azzurro alla presentazione del nuovo tecnico partenopeo.
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla presentazione del nuovo tecnico azzurro Allegri, nella cornice del Teatro San Carlo.
Ecco le dichiarazioni del patron partenopeo:
“Ringrazio Fulvio Macciardi per averci concesso il teatro per la presentazione di Massimiliano Allegri. Stadio? Può essere uno stadio da 70.000 posti e 120 skybox. La differenza con le big europee? C’è grande differenza di legislazione tra nazione a nazione. Ma c’è soprattutto differenza con gli sport in America. Noi abbiamo un calcio gestito da istituzioni che si arricchiscono sulle nostre spalle. In Italia come in Inghilterra ci sono un numero di squadre maggiori di un certo livello e interesse. Il problema è sempre economico, perché anche in Inghilterra dove fatturano tantissimo chiudono il bilancio in rosso, quindi vuol dire che qualcosa non funziona. In Europa siamo marionette della Fifa e della Uefa che si arricchiscono sulle nostre spalle, i bilanci non te li puoi nemmeno bene studiare con i professionisti del caso. Allegri a Napoli già in passato? C’è sempre un momento in cui i tuoi contratti valgano poco, perché se le motivazioni del tuo contrattualizzato diminuiscono allora uno si domanda forse mi devo creare delle assicurazioni di percorso. Quindi è ovvio che più volte ho chiamato Allegri come altri allenatori, ma è normale, non avviene solo da parte mia, ma anche dei direttori sportivi. Già voi media ci fate comprare tanti giocatori. Prima si è parlato di mercato per fagocitare i palinsesti. Avete visto la bella sfida della Rai che sta facendo grandi ascolti con i Mondiali anche di notte. Il rapporto umano? Il tratto umano nei rapporti di amicizia sono fondamentali, anche se l’amicizia è rara. Nei rapporti di lavoro il tratto umano è fondamentale, altrimenti non si lavora al meglio ed è fondamentale per il successo. Nel cinema hai sempre collaboratori diversi e se non hai una sintonia non puoi raggiungere gli obiettivi prefissi. Il calcio e il cinema hanno una cosa in comune, sono due industrie atipiche perché non puoi serializzare il prodotto. Champions? Dipende anche dalla dea fortuna con il calendario”.
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